Home C'era una volta LeRoy Jenkins, il violinista del free jazz

LeRoy Jenkins, il violinista del free jazz

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L’11 marzo 1932 nasce a Chicago, nell’Illinois, il violinista LeRoy Jenkins, uno dei personaggi carismatici del free jazz.

Componente dell’A.A.C.M.

A otto inizia a studiare il violino e dopo solo un anno si esibisce accompagnando i canti nella chiesa del suo quartiere. Pur amando il suo strumento principale non disdegna il sassofono. Tra i suoi insegnanti ci sono anche Walter Dyett e Bruce Hayden. Nel 1961 si diploma e poi insegna musica a Mobile, in Alabama. Nel 1965 torna a Chicago, qui conosce Roscoe Mitchell ed entrato a far parte della giovane A.A.C.M., l’Association for the Advancement of Creative Musicians (Associazione per la valorizzazione dei musicisti creativi), una struttura destinata a segnare fortemente l’evoluzione del jazz negli anni Sessanta e Settanta fondata dal pianista e compositore Muhal Richard. Qui lavora con Richard Abrams, con il quale incide nel 1967 il primo disco, Levels And Degrees Of Light e successivamente costituisce con Anthony Braxton e Leo Smith il gruppo Creative Construction Company.

Tra i più rigorosi esponenti dell’avanguardia

Nel 1969 il gruppo si trasferisce a Parigi aggregando alla formazione il batterista Steve McCall. Nel febbraio 1970 i quattro si stabiliscono a New York, dove lavorano con Ornette Coleman. Alla fine dell’anno forma un trio con Norris “Sirone” Jones e Frank Clayton, che prende poi il nome di Revolutionary Ensemble quando a Clayton si sostituisce Jerome Cooper. In quel periodo LeRoy Jenkins suona con molti musicisti, in particolare Alice Coltrane, Cecil Taylor, la Jazz Composer’s Orchestra, Archie Shepp e Cal Massey. Nel 1975 Jenkins incide in duo con Rashied Ali e con la JCOA. Del 1977 è un suo disco per solo violino, registrato dal vivo. Il violinista dà poi vita a un nuovo trio con Andrew Cyrille e Richard Abrams, poi sostituito da Anthony Davis. Considerato uno tra i più rigorosi e importanti esponenti dell’avanguardia continua negli anni la sua opera di affrancamento del violino dai modelli tradizionali. Muore di tumore a Brooklyn il 24 febbraio 2007.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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