Home C'era una volta Luciano Tajoli, un re a Toronto

Luciano Tajoli, un re a Toronto

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Accolto come un re, nel 1979 Luciano Tajoli torna per l’ennesima volta in Canada. Lo attendono sei concerti organizzati da Bob Vinci, uno dei maggiori impresari del paese.

Biglietti esauriti

Il debutto è previsto per sabato 7 aprile a Toronto, ma da tempo i biglietti per il concerto sono esauriti. I giornali parlano di lui come di un «…artista che in quarant’anni di carriera è riuscito ad assurgere all’Olimpo dello spettacolo internazionale» e lo paragonano a Louis Armstrong, Marlene Dietrich e Duke Ellington. Luciano legge e commenta: «Se raccontassi questi giudizi ai giornalisti italiani, probabilmente mi prenderebbero per matto, ma da noi c’è sempre questa strana voglia di distruggere l’immagine dei personaggi pubblici dopo averla costruita magari artificialmente. In fondo nel mio paese i personaggi veri e quelli inventati si confondono».

Un Tajoli diverso

La vena polemica non è del tutto ingiustificata, ma occorre aggiungere che la stima di cui gode nel nordamerica gli lascia anche maggior libertà interpretativa, consentendogli esperienze musicali diverse da quelle abituali. Si può dire che il pubblico canadese e statunitense conosce un Tajoli diverso dall’immagine che il cantante ha in Italia. Nei suoi concerti, per esempio, si diverte a presentare alcune canzoni tradizionali riarrangiate su schemi ritmici jazzati, alla maniera dei ‘crooner’.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".