Home C'era una volta Mezz Mezzrow, tra carcere e successi

Mezz Mezzrow, tra carcere e successi

SHARE

Il 9 novembre 1899 a Chicago, nell’Illinois nasce il clarinettista Mezz Mezzrow. Il suo vero è Milton Mesirow ed è figlio di immigrati ebrei di origine russa.

In carcere la scoperta della musica

Cresciuto in un quartiere malfamato di Chicago a diciotto anni, mentre sta scontando una pena detentiva per rissa nel carcere di Pontiac, impara a suonar il sassofono tenore ed entra a far parte della banda della prigione. Alla fine della pena decide di fare il musicista e sceglie come strumento il clarinetto, modellando il suo stile su quello di Jimmie Noone, di cui si sforza di imitare la sonorità e il fraseggio. Nel 1924 suona con un proprio gruppo al Martinique Inn di Indiana Harbor. Suona oi con i ragazzi della Austin High School Gang, con il gruppo di Irving Rothschild e con gli Husk O’Hare Wolverines. Dopo una breve parentesi con la Purple Grackle Orchestra nel 1928 si trasferisce a New York.

La Francia, una nuova patria

L’anno successivo entra nella formazione di “Red” Nichols e poi in quella di Jack Levy. Negli anni Trenta la sua attività si alterna con lo spaccio di sostanze stupefacenti. Arrestato sconta due anni per spaccio di droga. Chiusi i conti con la giustizia riprende a esibirsi con vari gruppi tra cui quello di Art Hodes. Nel 1948 partecipa al festival del jazz di Nizza con un proprio gruppo. La Francia diventa un po’ la base della sua attività e non disdegna di dare vita a varie band comprendenti tra gli altri  Zutty Singleton, Buck Clayton, Jimmy Archey e altri noti musicisti. Salvo una breve permanenza a New York nel 1970 la Francia è la sua nuova patria. Con il declino del New Orleans revival, le sue apparizioni in pubblico si fanno sempre più rare fino a esaurirsi del tutto. Muore dimenticato e nella più nera miseria in un ospedale di Neully, in Francia, il 6 agosto 1972.

 

Previous articleIl treno è più sostenibile dell’aereo, uno studio Greenpeace
Next articleFiere, riparte il mercato
Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".