Home C'era una volta Rod Cless, uno dei migliori clarinettisti di estrazione dixieland

Rod Cless, uno dei migliori clarinettisti di estrazione dixieland

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L’8 dicembre 1944 muore a New York il clarinettista e sassofonista Rod Cless, il cui vero nome è George Roderick Cless.

Con i Chicagoans

Nato a Lennox, nell’Iowa, il 20 maggio 1907 fa le prime esperienze musicali con i Varsity Five, un gruppo studentesco dell’università dell’Iowa. Dal 1925 suona da professionista in vari locali di Des Moines, poi si trasferisce nel 1928 a Chicago, dove si unisce al nutrito gruppo dei Chicagoans. Dopo un periodo trascorso con l’orchestra di Frank Quartell, con il quale effettua una tournee nel sud degli Stati Uniti, suona al Wig-Wam Club di Chicago e nel 1929 entra a far parte della formazione di Louis Panico. Successivamente suona con il quartetto del pianista Jess Stacy. Negli anni successivi ottiene scritture in vari night club di Chicago e una breve permanenza con i Rhythm Kings del batterista Frank Snyder, alternando a tali attività l’insegnamento del clarinetto.

Una morte paradossale

Nel 1939 suona con la Ragtime Band di Muggsy Spanier e dal 1940 al 1943 fa parte di numerosi gruppi tra cui quelli di Art Hodes, Marty Marsala, Ed Farley, Georg Brunis e Wild Bill Davison. Tornato a New York viene scritturato dall’orchestra di Max Kaminsky al Pied Piper Club, e questo è il suo ultimo ingaggio prima della morte. Considerato uno dei migliori clarinettisti di estrazione dixieland viene penalizzato dal suo carattere schivo. Tranquillo e alieno dagli eccessi si racconta, che prima di suonare in un nuovo locale di Chicago, abbia voluto accertarsi dell’esistenza di uscite di emergenza per garantirsi una rapida fuga nel caso di sparatorie tra gangsters. Ironia della sorte l’8 dicembre 1944 muore vittima di una banale caduta dalle scale di casa sua.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".