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Video shock dal mattatoio certificato “bio”

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Quattro mesi dopo la chiusura del mattatoio di Vigan a seguito della diffusione di immagini shock, l’associazione per i diritti degli animali L214 ha pubblicato un nuovo video che mostra il maltrattamento degli animali nella struttura municipale di Alès (a pochi chilometri da Vigan) con certificato “bio” a marchio europeo Ecocert.

Francia, video shock dal mattatoio certificato “bio”

Poco più di quattro mesi dopo lo scandalo nato dai filmati girati nel macello di Vigan in Francia, altri video testimoniano gli abusi e le violazioni perpetrate sugli animali, mal storditi per apparecchiature non adatte alla dimensione degli animali, dissanguati quando erano ancora coscienti, in un luogo senza le più elementari le norme igieniche.

Le immagini sono state catturate tra il maggio 2015 e il febbraio 2016: il metodo, collaudato, offre una testimonianza schiacciante per attribuire responsabilità su come venivano trattate pecore, maiali e bovini.

Le immagini che seguono, mostrano atti di violenza inaudita perpetrati dai dipendenti sugli animali del macello di Alès.

Il video trasmesso da L214 (Attenzione! Immagini forti)

Il mattatoio degli orrori

Le condizioni di produzione in questo mattatoio sono assolutamente ripugnanti, sia per le norme sanitarie e di protezione degli animali, sia per la negligenza dimostrata dal personale. Laurent Kauffmann, direttore del macello, contattato prima della diffusione dei video, si è assunto ogni responsabilità. Il mattatoio di Vigan è una piccola struttura locale, recentemente rinnovata: ogni anno si producono solo 240 tonnellate, contro le 5000 della vicina Alès.

L’Associazione L214 ricorda inoltre che lo stabilimento è certificato “biologico” dall’etichetta europea Ecocert, certificazione che si applica ai prodotti da agricoltura biologica, ma che impone pochissime restrizioni per quanto riguarda il sistema di macellazione: le regole riguardano la dieta degli animali, il tempo di stazionamento e i tempi di consegna per la macellazione.

L’associazione L214, a seguito di questi fatti,  ha presentato denuncia di reato europeo per la regolazione e per “gravi abusi” sugli animali.

Il procuratore di Alès ha comunque annunciato l’apertura di una indagine preliminare “per verificare le informazioni.” e il ministro dell’Agricoltura Stéphane Le Foll, condannando apertamente queste pratiche inaccettabili, ha immediatamente ordinato un’indagine.

 

Fonte: LeFigaro.it

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