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Norvegia, balene uccise per alimentare gli animali da pelliccia

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balene animali da pelliccia

Un nuovo rapporto denuncia l’uccisione di balene per “alimentare” il commercio delle pellicce: due associazioni animaliste  no-profit, Environmental Investigation Agency di Londra e Animal Welfare Institute di Washington, svelano che in Norvegia più di 113 tonnellate di prodotti derivati dalla balenottera minore sono stati acquistati dalla società Rogaland Pelsdyrforlaget, il maggior produttore di mangimi per animali da pelliccia in terra scandinava.

Carne di balena nel mangime per animali da pelliccia

Anni di battaglie non fermano i produttori di pellicce, titolari di un’attività ancora molto fiorente in Norvegia, che sfrutta il disavanzo della carne di balena, non più tanto amata dalla popolazione, per alimentare gli animali.

Jennifer Lonsdale, cofondatrice e direttrice della EIA, denuncia: «Il governo norvegese sostiene che la carne di balena è un’importante fonte di nutrimento per la popolazione, ma a causa del crollo della domanda il prodotto viene esportato, e ora scopriamo addirittura che va ad alimentare gli animali da pelliccia, cosa che troviamo completamente inaccettabile

Tutto nasce da alcune stime che hanno rivelato il crollo, in Norvegia ma non solo, del consumo medio annuo di carne di balena, il quale risulta essere inferiore ai 250 grammi a persona, numeri così poco incoraggianti da aver ingrassato l’esportazione della carne in Giappone, principale fruitore al mondo di questa “prelibatezza”.

Il Giappone frena sull’import della carne di balena

balene

Ora che anche il mercato giapponese sta creando “ostacoli” relativi all’import (a causa dei certificati sulle analisi chimiche della carne rivelatasi cancerogena per contaminazione da mercurio) e si dice non più interessato alla carne di balena norvegese, ecco che si cerca di smaltire le eccedenze rifornendo le aziende produttrici di cibo per animali da pelliccia, comunque destinati all’uccisione.

Il documento divulgato dalle due associazioni animaliste denuncia l’acquisto e l’uso, solo nel 2014, di 113.700 chili di “prodotti derivati” dalla balenottera minore (inclusi carne e grasso) da parte della ditta di mangimi.

Nonostante la caccia alla balena sia “esplicitamente” vietata da una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Onu del marzo 2014, la sua spietatezza non si ferma neanche di fronte alla lampante riluttanza del popolo norvegese nel mangiare la sua carne.

La Norvegia torna dunque (insieme al Giappone) nel mirino degli animalisti, decisi a fermare una strage comunque crudele e soprattutto ingiustificata, data la scarsa richiesta di carne.

 

 

 

Fonte: nationalgeographic.it

 


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