Home C'era una volta L’eclettico Edgar W. Battle detto “Puddinghead”

L’eclettico Edgar W. Battle detto “Puddinghead”

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Il 3 ottobre 1907 nasce ad Atlanta, in Georgia, Edgar W. Battle detto “Puddinghead”, un protagonista del jazz degli anni Trenta e Quaranta. Polistrumentista nel corso della sua carriera suona la tromba, il sassofono, il trombone e le tastiere

A otto anni la prima tromba

Figlio di un pianista e di una chitarrista, comincia a soffiare in modo educato dentro a una tromba all’età di otto anni. Nel 1922, a quindici anni, fa il suo debutto in pubblico con la formazione di J. Neal Montgomery e l’anno dopo forma un proprio gruppo, i Dixie Serenaders, alla Morris Brown University. Sul finire del 1928, diventa il solista dell’orchestra di Gene Coy e successivamente fa parte dell’organico di Andy Kirk. Con questa formazione, che comprende tra gli altri Mary Lou Williams come pianista e arrangiatrice, registra nel 1930 a Chicago. Nel 1931 entra nell’orchestra di Blanche Calloway, sorella di Cab, nelle cui file militano Ben Webster, Clyde Hart e Cozy Cole.

Una grande passione: la musica

Ancora alla guida di una propria formazione si esibisce nel New Jersey fino a quando non viene ingaggiato nel 1933 da Ira Coffey e nel 1934 da Sam Wooding e Benny Carter. L’anno successivo, dopo aver suonato brevemente con Alex Hill, entra nell’orchestra di Willie Bryant, mettendosi in mostra oltre che come trombettista, trombonista e sassofonista, anche come arrangiatore. In questa veste ha occasione dalla fine degli anni Trenta di lavorare con le orchestre di Cab Calloway, Fats Waller, Earl Hines, Count Basie, Jack Teagarden, Louis Prima e altri. Per lui la musica è una grande passione prima ancora di essere una professione. Negli anni Cinquanta fonda una propria etichetta discografica, la Cosmopolitan, per promuovere musicisti poco conosciuti. Muore il 5 febbraio 1977 a New York.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".