Home C'era una volta O Gorizia tu sei maledetta

O Gorizia tu sei maledetta

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È il 20 giugno 1964 quando il “Nuovo Canzoniere Italiano” mette in scena al teatro Caio Melisso di Spoleto nell’ambito del Festival dei Due Mondi lo spettacolo “Bella ciao”.

Fermate quello spettacolo!

La scaletta prevede che Michele L. Straniero (la elle è un vezzo che indica il secondo nome, Luciano) intoni Gorizia, un brano nato nelle trincee della prima guerra mondiale, raccolto da Cesare Bermani e dedicato alla battaglia di Gorizia dell’agosto del 1916, costata la vita a quasi centomila soldati tra austriaci e italiani. L’esecuzione fila via liscia fino ai versi «Traditori signori ufficiali/che la guerra l’avete voluta/scannatori di carne venduta/e rovina della gioventù», al termine dei quali scoppia un pandemonio o, come racconta trent’anni dopo lo stesso Straniero «un tumulto provocato da chi esige l’interruzione dello spettacolo… I dissenzienti non vogliono intendere ragioni».

Una mandòla usata come arma di difesa

«Gorizia non si tocca, la Grande Guerra nemmeno. Questi qui sono una banda di comunisti, il Festival è caduto in mano ai rossi, bisogna farli tacere e cacciarli via. Un facinoroso particolarmente acceso tenta la scalata al palco: ma Giovanna Marini, già alta e imponente di suo come una matrona romana, lo ferma di botto levandogli sul capo la sua superba e preziosa mandòla. In un palco Giorgio Bocca – tra i sostenitori più convinti – ribatte da par suo ad una “carampana” che squittisce dissenso. Dal fondo della sala una voce stentorea proclama: “Signori ufficiali, attenti!”». La storia non si fermerà lì. Due giorni dopo, infatti, Straniero e i suoi compagni d’avventura verranno denunciati per vilipendio delle Forze Armate

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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