Home C'era una volta Mathé Altéry, le Rossignol Cherbourgeois

Mathé Altéry, le Rossignol Cherbourgeois

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Il 12 settembre 1933 nasce a Parigi la cantante Mathé Altéry, uno dei personaggi femminili più importanti della scena musicale francese.

Figlia d’arte

Il suo vero nome è Marie-Thérèse Altare. Il cognome denuncia l’origine italiana della sua famiglia che da molte generazioni ha un rapporto d’amicizia stretto con la musica, in particolare con la lirica. Suo padre è il tenore Mario Altéry, una delle stelle del teatro de l’Opéra de Paris e di quello dell’Opéra Comique. Questo padre, così importante e celebrato, quando torna a casa veste i panni dell’insegnante per accompagnare la piccola Marie-Thérèse nel territorio affascinante e misterioso della musica.. In quel periodo si instaura tra padre e figlia un rapporto solidissimo d’affetto ma anche di stima professionale che li porterà più volte a collaborare sulla scena e che verrà interrotto solo dalla morte dell’uomo nel 1974. La piccola Marie-Thérèse è sveglia e capisce al volo. Ben presto le sue esibizioni estemporanee diventano quasi un appuntamento obbligato nelle festicciole di Cherbourg, la città in cui vive. Si guadagna anche il soprannome di “Rossignol cherbourgeois”, usignolo di Cherbourg, con un richiamo evidente a “l’usignolo di Francia”, l’appellativo della Piaf.

Nel 1950, a diciassette anni, si esibisce come corista al Théâtre du Châtelet di Parigi nell’operetta “Annie du Far-West” messa in scena da Lily Fayol e Marcel Merkès. Se si escludono gli spettacolini e le festicciole dell’infanzia si tratta della sua prima vera esibizione pubblica. In quel periodo decide anche di darsi un nome d’arte. Dalla contrazione di Marie-Thérèse nasce Mathé, il resto va da sé. Nasce così Mathé Altéry.

Cantante da album

Nel 1953 partecipa a una delle più prestigiose selezioni di nuovi talenti di quel periodo: il Festival-concorso di Deauville. La sua esibizione colpisce tre personaggi importanti, presenti in qualità di “esperti”, come i compositori Raymond Legrand e Georges Van Parys e il regista e produttore René Clair. Grazie al loro interessamento la cantante registra il primo disco della sua carriera. I brani scelti per il debutto sono quelli contenuti nella colonna sonora del film “Le belle di notte” dello stesso René Clair mentre la direzione artistica è affidata a Pierre Hiégel. Il successo del primo disco regala a Mathé Altéry un contratto con la Pathé-Marconi una delle etichette più prestigiose dell’industria discografica francese. Alla fine degli anni Cinquanta lavora su progetti più complessi del semplice disco a 45 giri da tre minuti destinato al pubblico dei juke box. La sua dimensione ottimale diventa quella degli album. È proprio in quel periodo che nasce la cosiddetta “serie del 13”, un lungo elenco di incisioni che hanno la comune caratteristica di contenere tredici brani denunciandolo nel titolo: 13 valses, 13 valses viennoises, 13 airs d’opérettes, 13 airs de films, Le 13 plus belles chansons du monde e molte altre raccolte tra cui figura anche 13 mélodies de la Belle Époque, con cui vince il prestigioso Prix de l’Académie Charles-Cros nel 1957. All’inizio degli anni Sessanta l’esplosione del rock and roll non ferma la sua attività. Mathé Altéry non si lascia impressionare dalle mode ma continua imperterrita per la sua strada.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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