Home C'era una volta Alfred “Chico” Alvarez, la tromba dell’evoluzione di Stan Kenton

Alfred “Chico” Alvarez, la tromba dell’evoluzione di Stan Kenton

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Il 1° agosto 1992 muore il trombettista Alfred “Chico” Alvarez, protagonista di primo piano dell’evoluzione musicale di Stan Kenton.

I primi passi a Los Angeles

Nato il 3 febbraio 1920 a Montreal, in Canada Alfred Alvarez cresce alla scuola musicale di Los Angeles dove si fa notare in vari gruppi. Il suo momento di gloria arriva nel decennio dal 1941 al 1951 quando entra a far parte dell’orchestra di Stan Kenton mettendosi in evidenza come solista.

Una tromba dal ruolo importante

La sua tromba ha un ruolo rilevante nel gruppo di Kenton che in quell’epoca vive il trapasso dallo swing al progressive jazz. La nuova esperienza consente ad Alvarez di evidenziare la propria versatilità, che bene si adatta alle esigenze della creatività kentoniana. Chiusa l’esperienza con Kenton suona in altre orchestre, in particolare con quelle di Charlie Barnet e Red Norvo e negli anni Ottanta si orienta verso la musica latino-americana.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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