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Chi sono questi Dire Straits?

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Il 2 agosto 1977 gli sconosciuti Dire Straits suonano sul palco del Tramshed, un teatro nel distretto di Woolwich. Sono stati chiamati ad aprire un concerto degli Squeeze e devono suonare qualche pezzo in attesa del gruppo di cartello.

Un demo fortunato

I fratelli Knopfler hanno accettato di buon grado l’ingaggio anche se sono più i costi del compenso, perché l’importante è suonare e magari farsi notare. In sala c’è il dj Charlie Gillett conduttore di uno show radiofonico chiamato “Honky Tonk”, trasmesso a mezzogiorno di ogni domenica. John Illsley, che lo conosce, convince Mark Knopfler dargli una copia di un loro demotape. Loro si accontenterebbero di una citazione da parte di Gillett, ma il dj fa di più. Dopo aver ascoltato il nastro inserisce un brano nella scaletta della trasmissione successiva, ma non avverte il gruppo, che per questa ragione non si ascolta e non è a conoscenza della cosa.

Il contratto

Nelle settimane successive il brano proposto da Gillett viene riproposto più volte e gli studi della BBC ricevono molte telefonate di operatori discografici, interessati ad avere maggiori informazioni su questi Dire Straits. Le richieste vengono passate al gruppo che affida a John e Mark l’incarico di curare la cosa. I due sono così costretti a girare quotidianamente per gli uffici delle etichette interessate alla band. Per un po’ le proposte vengono discusse esclusivamente all’interno del gruppo ma ben presto decidono di servirsi della consulenza di un avvocato. Non molto tempo dopo, scelgono la proposta della Phonogram: un contratto per la realizzazione di tre album.

 

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".