Home C'era una volta Armando Gill, il primo cantautore

Armando Gill, il primo cantautore

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Il 23 luglio 1877 sarebbe nato a Napoli Armando Gill, all’anagrafe Michele Testa Piccolomini, il primo cantautore della canzone italiana. La sua nascita resta avvolta nel mistero. Alcune biografie dicono sia nato Il 23 luglio 1877, altre il 21 gennaio 1878.

Un nome d’arte per non irritare il padre

Rampollo di una famiglia molto in vista frequenta la facoltà di Giurisprudenza, ma passa gran parte del tempo a suonare e cantare nei vari locali del capoluogo partenopeo. Per sfuggire alle ire del padre sceglie di esibirsi con il nome d’arte di Armando Gill. Nel 1898 pubblica musica e testo della sua prima canzone, Fenesta ‘nchiusa cui segue ‘O surdato. In quel periodo la popolarità dei suoi brani non supera i confini della città di Napoli, ma il ragazzo non se ne cura. Quello che più gli interessa è poter continuare a suonare e cantare. I quattro soldi che gli arrivano dagli editori gli bastano per vivere senza dover presentarsi davanti a papà Pasquale con il capo cosparso di cenere. Progressivamente il suo lavoro riscuote consensi sempre più ampi e nel 1910 arriva il primo successo su scala nazionale con Bel soldatin.

Il grande successo

La sua popolarità è destinata ad allargarsi a dismisura nel 1918 quando compone e interpreta Come pioveva, una canzone destinata a restare nella storia della musica leggera italiana come uno dei più grandi successi di tutti i tempi. Viaggia per l’Europa acclamato ovunque fino a quando, nel 1933, un impresario statunitense gli offre l’occasione della vita. È disposto a coprirlo d’oro se accetta di varcare l’oceano e trasferirsi definitivamente negli Stati Uniti. Armando Gill tentenna, prende tempo, fa sapere che non è sua intenzione fare scelte così radicali. Gli americani rilanciano: l’offerta resta valida anche se il cantautore non se la sente di trasferirsi definitivamente negli States. L’ultima proposta prevede una serie di concerti nelle maggiori città statunitensi con la possibilità di revocare unilateralmente e senza alcuna motivazione il contratto. In realtà dietro al quella che sembra un’indecisione costruita ad arte per alzare il prezzo c’è il terrore di Gill per il mare. Lo spaventa la sola idea di mettere piede su una nave. Alla fine rinuncia e resta nella sua Napoli. Dieci anni dopo, stanco dell’ambiente, decide di ritirarsi a vita privata. Il 2 gennaio 1945 muore nella sua Napoli.

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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