Home C'era una volta Benvenuto al mondo Robert Nesta Marley detto Bob

Benvenuto al mondo Robert Nesta Marley detto Bob

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Alle due e trenta di mercoledì 6 febbraio 1945 nasce a Nine Miles in Giamaica il piccolo Robert Nesta Marley, figlio di Cedella Malcom, che non ha ancora compiuto diciotto anni e non ha paura dei giorni che passano.

Una discendente degli schiavi

Figlia di Omeriah e nipote di Robert “Uncle Day” Cedella Malcom, è una discendente degli schiavi Cromanty arrivati centinaia d’anni prima dalla Costa d’Oro. Il bimbo ha anche un padre. È un capitano cinquantenne che si chiama Norval Marley e ha sposato Cedella perché così voleva Omeriah, ma non c’è. È tornato in città perché là ci sono i suoi interessi. Il piccolo si chiama Nesta perché è un nome che piace alla madre e Robert perché è quello scelto da suo padre Norval in onore di un fratello che Cedella non ha mai visto né conosciuto.

La placenta seppellita sotto un albero

Mentre il piccolo fa sentire per la prima volta la sua voce, le donne si incaricano di seppellire la placenta ai piedi di uno degli alberi di cocco di nonno Omeriah. Nato con l’aiuto di Auntie Missus, una prozia che fa la levatrice per tutta la comunità Robert Nesta Marley, detto Bob, lascerà un segno sulla storia della musica mondiale ma questo nella comunità di Nine Miles in quei primi mesi del 1945 ancora nessuno può saperlo.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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