Home C'era una volta Blind Donald Dawson, la passione più forte dei limiti

Blind Donald Dawson, la passione più forte dei limiti

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Il 22 settembre 1922 nasce a Cobleskill, New York, il pianista Blind Donald Dawson.

La passione per la musica

Orfano da quando aveva tre mesi e praticamente cieco dalla nascita frequenta la Batavia School For The Blind, un istituto per non vedenti della vicina città di Buffalo. La sua menomazione non gli impedisce di coltivare la passione per la musica. Comincia a esibirsi in pubblico nel 1940, a diciott’anni, suonando sia il pianoforte che il violino nelle feste e nei locali.

Il successo britannico

Stabilitosi ad Albany, dal 1945 suona in un’orchestra locale come organista e pianista. Più tardi appare in veste di solista al Brass Rail di Troy. Dopo aver lavorato per molti anni con gruppi di soul music, nel 1973 scoperto da Kip Lornell ottiene un buon successo in Gran Bretagna sull’onda della riscoperta della musica black delle origini pubblicando vari dischi con l’etichetta discografica Flyright.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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