Home C'era una volta C’è un mostro nel Loch Ness

C’è un mostro nel Loch Ness

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Il 27 agosto 1930 il settimanale Northern Chronicle, riportò la notizia di un animale non identificato che era stato visto nuotare al centro del lago scozzese Loch Ness. Esso sarebbe stato avvistato dai tre figli di “un noto uomo d’affari”, che si trovavano su una barca al largo di Tor Point, nel lato occidentale della baia di Dores.

Un serpente che si contorce

Nasce  una storia destinata a sopravvivere nel tempo. Il “pesce, o qualsiasi altra cosa fosse”, riportava l’anonimo estensore dell’articolo, intitolato Che cos’era? Una strana esperienza sul Loch Ness avrebbe iniziato a nuotare a pelo d’acqua verso i tre ragazzi per virare poi verso destra quando era ormai arrivato a circa un centinaio di metri da loro. I tre avrebbero visto “un movimento come un serpente che si contorce” che aveva creato un’onda alta quasi ottanta centimetri, ma tra l’oscurità e l’acqua smossa fu tutto quello che riuscirono a vedere. L’articolo riportava la loro impressione: “Non sappiamo che cosa fosse, ma siamo abbastanza certi che non fosse un salmone”. Il giornalista ricordava poi che alcuni anni prima un altro testimone, che non nominava pur definendolo “impeccabilmente sincero e un osservatore di prima qualità”, aveva visto qualcosa di simile, e che anche quest’ultimo aveva paragonato la creatura a una barca rovesciata. L’articolo si chiudeva invitando i lettori a fare ipotesi o a raccontare di storie simili. Nel numero successivo del Northern Chronicle, tra le Lettere al direttore un lettore, che si firmava Invernessiano, asseriva che circa quarant’anni prima un barcaiolo aveva visto “un pesce o un animale mostruoso” nuotare nel lago mentre un altro, firmatosi Camper, sosteneva di avere visto un essere che gli era sembrato una foca gigante saltare fuori dell’acqua e rituffarvisi, tenendo un pesce nella bocca.

Un mistero destinato a durare nel tempo

Gli avvistamenti aumentarono a partire dal 1933, dopo quello di George Spicer. Per gli scettici, si sarebbe trattato di un classico fenomeno di suggestione collettiva. Molte persone, impressionate dalla storia, sarebbero state propense a vedere il mostro ovunque. Tuttavia gli avvistamenti precedenti a quella data, per quanto sporadici, sembravano contraddire questa teoria. Molti studiosi, peraltro, ritenevano che l’aumento degli avvistamenti fosse dovuto alla maggior presenza di persone nelle zone fino ad allora più remote e isolate del lago. Nel 1933, infatti, la modesta mulattiera che costeggiava la sponda venne asfaltata e trasformata in una strada a tutti gli effetti, permettendo così ai viaggiatori la vista del lago dalla strada, fino a quel momento ostruita dalla vegetazione. I migliori collegamenti tra il lago e le città vicine, come Inverness, infine, avevano favorito l’aumento del turismo nella zona, in particolar modo nei luoghi più appartati, cioè quelli in cui con ogni probabilità la creatura si nascondeva abitualmente. Questi ragionamenti, però, non convinsero gli scettici, i quali continuarono a insistere che se davvero una creatura simile fosse esistita, avrebbe dovuto essere stata avvistata più di frequente. In più, sostenevano, se si fosse trattato di un solo esemplare avrebbe dovuto essere morto da tempo, se invece si era riprodotto allora dovevano essercene altri. Il confronto continua ormai da quasi un secolo e non sembra essere destinato a concludersi a breve.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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