Home C'era una volta Charlie Gaines, la tromba del diavolo

Charlie Gaines, la tromba del diavolo

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L’8 agosto 1900 nasce a Philadelphia, in Pennsylvania, il trombettista Charlie Gaines, conosciuto anche con il soprannome di Devil, diavolo.

Gli inizi con formazioni locali

Gaines inizia la propria attività professionale nella sua città natale attorno al 1917 suonando con varie formazioni locali tra cui quella di Charlie Taylor. Ottiene il suo primo importante ingaggio ad Atlantic City con l’orchestra di Charlie Johnson, che, qualche anno dopo, avrebbe riscosso ad Harlem un grosso successo competendo ad armi pari con le ben più quotate formazioni di Henderson e Ellington. Nel 1920 si trasferisce a New York dove lavora con l’orchestra di Wilbur Sweatman e, successivamente, con la jazz band della cantante Mary Stafford con la quale incide i suoi primi dischi nel 1921 con lo stesso Charlie Johnson al pianoforte. Entra quindi a far parte del clan di Clarence Williams con il quale lavorerà a più riprese prendendo parte a varie sedute d’incisione nelle quali ha modo di mettersi in buona evidenza, mostrando chiaramente, sotto il profilo stilistico, l’influenza armstronghiana.

Ants in my pants

Nel 1923 è al The Nest con Sam Wooding e nel 1925 con l’orchestra di Leroy Smith con la quale effettua vari tour attraverso gli Stati Uniti; prende quindi parte a diverse riviste, tra cui la celebre Hot Chocolate, e incide altri dischi. Verso la fine degli anni Venti lo troviamo con Charlie Johnson, con Clarence Williams e con Fats Waller, con il quale registra Harlem Fuss e The Minor Drag, due brani in cui brilla particolarmente come solista di tromba. Nel 1930 ritorna nella sua città natale per dirigere una sua orchestra che sarà anche utilizzata per un breve periodo nel 1932 da Louis Armstrong. Nel corso degli anni Trenta si riassocia più volte a Clarence Williams con il quale, nel 1934, registra la sua composizione più nota, Ants In My Pants. Negli anni Quaranta si esibisce con una certa regolarità al Carroll’s di Philadelphia. Dopo una lunga assenza dalle scene attive ritorna alla ribalta, sempre a Philadelphia, negli anni Sessanta, alla testa di un suo trio all’Hangover Club. Muore il 23 novembre 1986.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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