Home C'era una volta Chris Kellens, il trombone delle Ardenne

Chris Kellens, il trombone delle Ardenne

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Il 18 gennaio 1925 nelle Ardenne, in Belgio, nasce il trombonista Christian Kellens, detto Chris, un grande protagonista del jazz europeo e sudamericano.

Dall’armonica al trombone

I primi studi musicale sono rivolti all’armonica a bocca e alla fisarmonica. Il suo approccio con il trombone è da autodidatta. L’incontro con il jazz avviene nel 1943, quando Fats Sadi lo scrittura per il suo quintetto Hot Five. Dal 1944 suona nei club per le truppe statunitensi e nel 1945 entra a far parte della big band di Franz Lebrun. Nel 1946 va in Lussemburgo dove si esibisce nell’orchestra dei Dixie Swingers diretta da Paul De Winter, poi in Olanda con Stan Enno. Nella seconda metà degli anni Quaranta e nei Cinquanta suona con Jack Sels, i Bob Shots, Kurt Edelhagen, Jack Diéval, Tony Proteau, Henri Renaud, Martial Solal, Johnny Renard, Christian Chevallier, Fred Bunge e Aimé Barelli.

Me ne vado in Argentina

Dal 1957 al 1958 se ne va negli Stati Uniti dove entra anche a far parte della International Newport Youth Band. Tornato in Belgio nel 1959 suona con Jack Sels, Sadi e Jack Diéval. Nel 1962 se ne va in Argentina dove apre un ristorante con la moglie anche se non smette di suonare diventando un attivissimo musicista di studio, soprattutto con il trombone basso. Suona jazz con Jorge Anders e la sua orchestra e, quando torna occasionalmente in Belgio, ne approfitta per fare delle tournée nei jazz club locali. Muore il 31 dicembre 2019.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".