Home C'era una volta Cliff Leeman, un batterista solido e affidabile

Cliff Leeman, un batterista solido e affidabile

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Il 10 settembre 1913 nasce a Portland, nel Maine, il batterista Cliff Leman, registrato all’anagrafe con il nome di Clifford Leeman.

Gli inizi in vari gruppi studenteschi

Inizia a suonare la batteria fin da ragazzo in vari gruppi studenteschi anche se la sua prima scrittura professionale la spunta come xilofonista per le orchestre di vaudeville. Nel 1937 entra a far parte della big band di Artie Shaw e ci resta per oltre un anno. Dal 1939 al 1943 si unisce poi alle orchestre di Glenn Miller, Tommy Dorsey, Charlie Barnet e Woody Herman. La seconda guerra mondiale interrompe la sua attività Chiamato alle armi, dopo il congedo accetta un lavoro come musicista di studio presso la Columbia Broadcasting Company. L’attività di studio, però non fa per lui e così riprende a esibirsi con le orchestre di John Kirby, Jimmy Dorsey. Don Byas e Raymond Scott

A suo agio nei piccoli gruppi come nelle big band

Nel 1946 torna nella natìa Portland, dove suona per un po’ con vari gruppi locali. Si trasferisce poi ad Atlantic City per rispendere alla chiamata di un’orchestra organizzata da Jean Goldkette e più tardi suona con quelle di Bobby Byrne e Glen Gray. In seguito fa parte dei gruppi di Charlie Barnet e di Bob Chester. Negli anni Cinquanta e Sessanta suona regolarmente al Nick’s con i gruppi di Eddie Condon. Negli anni seguenti la sua batteria è al servizio di Bobby Hackett, Billy Butterfield, “Wild Bill” Davison e Yank Lawson. Tra il 1964 è il 1965 suona in una formazione diretta da Peanuts Huckoper passare poi nell’orchestra di Yank Lawson e dal 1968 al 1970 fa parte di un quartetto diretto da Joe Venuti. La sua attività prosegue intensa e senza interruzioni anche negli anni Settanta. Considerato un batterista solido e affidabile si trova sa suo agio sia nei piccoli gruppi che nelle grosse orchestre. Notevole resta il suo apporto alle orchestre di Artie Shaw e di Charlie Barnet. Muore il 26 aprile 1996.

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".