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Cotogno, il frutto sacro ad Afrodite

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Cotogno

Sapevate che il Cotogno è il frutto sacro ad Afrodite? Scoprite perché.

Il Cotogno (dal greco κυδωνιά, nome botanico Cydonia oblonga) detto anche melo cotogno (in latino malum cotoneum) è una pianta della famiglia delle Rosaceae originaria dell’ Asia ma coltivata in tutto il mediterraneo.

Gli antichi greci e romani conoscevano, coltivavano e utilizzavano questa pianta che, difatti, Plinio ritiene esportata dall’isola di Creta, e, particolarmente, dalla città di Cidòne (da qui, il nome greco). All’epoca le cotogne erano i frutti sacri ad Afrodite, la dea greca dell’amore e della bellezza, mentre nei secoli successivi sono sempre state associate alla fertilità, quindi usate come simbolo buon auspicio durante i matrimoni.

Gli antichi romani consumavano il frutto cotto accompagnato dal miele (spesso unito a mandorle e noci) ma ricavavano anche dalla fermentazione delle mele cotogne una bevanda alcolica inebriante. La tradizione della “cutugnàta” risale già ai romani stessi, che con questa marmellata confezionavano dolci e biscotti. Questo frutto era sacro ad Afrodite ed era simbolo di amore e di fecondità. Gli sposi ne mangiavano i frutti per assicurarsi prole numerosa. Esiodo racconta nella Teogonia che nel Giardino delle Esperidi cresceva un albero dai pomi d’oro, regalo nuziale di Zeus ad Era, e veniva custodito dalle Esperidi e da un drago.

Negli scavi di Oplonti (zona suburbana di Pompei) e a Pompei stesso si trovano spesso raffigurazioni di mele cotogne riprodotte, ad esempio, in un vaso di cristallo, insieme ad altra frutta, o raffigurate tra gli artigli di un orso che è ghiotto di questi frutti.  Nell’ambito delle credenze magico-popolari, si credeva che un frutto di Cotogno conservato in casa tenesse lontane le streghe, gli orchi e gli incubi. Secondo la teoria della segnatura (credenza secondo la quale parti di una pianta somiglianti ad organi umani servono a curare quegli organi), la lanugine delle mele cotogne assomiglia ai capelli, quindi il decotto di mela cotogna è utile per lavare il capo quando non vi sono più capelli.

Il cotogno,nome scientifico Cydonia oblonga, appartiene alla famiglia delle Rosaceae ed ha dei nomi comuni, quali melo cotogno, pero cotogno, ma a sevconda della regione in cui si trova prende nomi locali differnti: in Liguria si chiama condrum, in Piemonte termi, in Veneto codogner, in Abruzzo chetogne, in Sardegna chintonza.

Cotogno, proprietà

È un arbusto a foglia caduca abbondantemente ramificato che raggiunge le dimensioni di un albero alto alcuni metri, i rami sono di colore marrone e spesso tomentosi da giovane. Le foglie hanno un picciolo lungo 12 cm, spesso peloso, sono ovali oblunghe e glabre. la parte superiore è verde mentre quella inferiore è grigia o bianca.

I fiori hanno un diametro di circa 5 cm il peduncolo è molto corto, il calice è diviso in cinque sepali tomentosi con il margine dentato e numerose ghiandole, la corolla è composta da 5 petali liberi e bianchi che tendono al rosa nella superficie esterna.

Il frutto è un pomo di forma simile ad una pera di colore giallo, la polpa è dura ed è astringente anche quando il frutto è maturo.
È originario dell’Asia occidentale ed è coltivato da lungo tempo in molte zone dove si è naturalizzato. Le foglie si raccolgono in giugno – agosto quando sono ben sviluppate, recidendole con il picciolo, mentre i frutti si raccolgono in settembre – novembre.
Il cotogno ha proprietà dietetiche, astringenti, antinfiammatorie, emollienti e sedative.

I suoi principi attivi sono le mucillagini contenute nei semi, i tannini, gli zuccheri e le pectine contenute nei frutti. I frutti del cotogno sono impiegati soprattutto a scopo alimentare e sono utili come astringenti intestinali ed e antinfiammatori. I semi hanno un buon potere emolliente sulla pelle il loro uso interno è da sconsigliare sì perché contengono sostanze pericolose. Le foglie vengono tradizionalmente utilizzate come leggero sedativo per uso interno e come astringente per uso esterno.

I CONSIGLI DEL FARMACISTA

Usare frutti freschi ,ma senza semi, per uso interno per regolare le funzioni intestinali. Fare un decotto 10 grammi in 100 ml di acqua prendere due tazzine al giorno
.
I frutti freschi per uso esterno come antinfiammatorio della bocca e della gola per le piccole ustioni e le irritazioni della pelle. Fare un decotto 10 grammi in 100 ml di acqua lavaggi frequenti sciacqui gargarismi e applicare batuffoli di cotone sulle parti interessate.

I semi per uso esterno per le infiammazioni della pelle, le screpolature, le piccole ustioni, le ragadi del seno e degli angoli della bocca. Fare un decotto 10 grammi in 100 ml di acqua lavaggi frequenti e applicare batuffoli di cotone sulle parti interessate.

Usare le foglie come uso esterno per detergere le zone ascellari e inguinali. Fare un infuso 5 grammi in 100 ml di acqua e fare frequenti lavaggi.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

La specie è soggetta a restrizioni legali in alcuni Paesi. In molte regioni italiane è specie protetta ed è quindi vietata la raccolta.

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Antonella Danese
Sono una giovane farmacista, appassionata di erbe, piante e rimedi naturali. Sono convinta che la salute passi per una giusta informazione e non tutti sono a conoscenza delle proprietà e delle mille potenzialità che offre la Natura. Per Daily Green sono lieta di curare la rubrica Eco Da Te con una serie di consigli utili (ed anche ricette tutte da provare) per il vostro benessere.

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