Home C'era una volta Dick Twardzik, la breve vita di un pianista di grande talento

Dick Twardzik, la breve vita di un pianista di grande talento

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Il 21 ottobre 1955 muore a Parigi il pianista Dick Twardzik. Ha soltanto ventiquattro anni visto che è nato a Danvers, in Massachusetts, nel 1931.

In tour con Chet Baker

Al momento della morte è impegnato in una una tournée in Francia con il trombettista Chet Baker. Considerato un grande talento del jazz, cresciuto sotto l’influenza di Lennie Tristano, nei pochi anni in cui ha potuto esprimersi ha ottenuto scritture di primaria importanza e ha avuto modo di scrivere composizioni molto interessanti. Il suo debutto avviene nel 1951 in un’ampia formazione riunita da Serge Chaloff con musicisti dell’area di Boston: Herb Pomeroy e Nick Capazutto alle trombe, Gene Di Stachio al trombone, Charlie Mariano all’alto, Varty Haritounian al tenore, Ray Olivieri al basso, Jimmy Zitano alla batteria e, naturalmente, Dick al piano.

Il successo e la fine improvvisa

Con Chaloff il pianista incide The Fable Of Mabel, una specie di suite in tre movimenti di sua composizione e che testimonia l’abilità creativa di Twardzik e anche il suo valore come pianista messo in risalto in Sherry, Slam, A Salute To Tiny, Eenie Meenie Minor Mode e Let’s Jump. In seguito Twardzik ha modo di suonare con Charlie Parker e con Charlie Mariano e per qualche mese è in una tournée con la grande orchestra di Lionel Hampton. Infine la scrittura offertagli da Chet Baker e la improvvisa fine a Parigi, che l’autopsia attribuisce ad abuso di stupefacenti.

 

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".