Home C'era una volta Frank Butler, un modello per i batteristi

Frank Butler, un modello per i batteristi

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Il 18 febbraio 1928 nasce a Kansas City, in Missouri, il batterista e percussionista Frank Butler. Inizia a suonare durante gli anni di scuola in vari gruppi locali.

Le prime scritture

Nel 1950 accompagna Dave Brubeck e poi suona per due anni con Edgar Hayes prima di formare, nel 1953, un proprio gruppo. Nel 1954 fa parte per breve tempo nell’orchestra di Duke Ellington. In seguito viene scritturato da Perez Prado, col quale appare in vari spettacoli televisivi, e con Curtis Counce, con cui incide anche qualche disco. Intorno a quel periodo si trasferisce in California, dove suona e incide con molti musicisti importanti come Ben Webster, Harold Land, Victor Feldman, Phineas Newborn, Jimmy Rowles, Terry Gibbs, Teddy Edwards, Conte Candoli e molti altri.

Il successo e la dipendenza da eroina

Le sue collaborazioni più note risalgono alla prima metà degli anni ’60. Nel 1963 è per qualche tempo nel quintetto di Miles Davis tra la partenza di Jimmy Cobb e l’arrivo di Tony Williams. Alla fine del 1965 suona a fianco di Elvin Jones nel gruppo di John Coltrane prima di essere sostituito da Rashie Alì. Messo in crisi per molti anni dalla dipendenza dall’eroina, Butler non registra album a proprio nome fino agli anni Settanta, quando pubblica due album molto apprezzati intitolati Wheelin ‘and Dealin’ e The Stepper. Muore poi di cancro il 24 luglio 1984. Benché non abbia avuto molte occasioni di dimostrare appieno le sue doti, è citato da molti batteristi come uno degli strumentisti più completi e interessanti del jazz moderno.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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