Home C'era una volta Con i Sigue Sigue Sputnick la seconda truffa non riesce

Con i Sigue Sigue Sputnick la seconda truffa non riesce

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Il 17 febbraio 1986 viene distribuito nei negozi britannici Love missile F1-11, il primo singolo dei Sigue Sigue Sputnick, una band sconosciuta che ha il suo leader in Tommy James, ex chitarrista dei Chelsea e dei Generation X.

Ai vertici prima dell’uscita

Preceduto da una martellante campagna promozionale il disco è già ai vertici delle classifiche di vendita soltanto con le prenotazioni. L’invasione di gadget, anticipazioni, foto del gruppo, presentato come il simbolo dei “ribelli degli anni Ottanta” prima ancora di aver suonato una sola nota, non convince i giornalisti più sperimentati cui sembra di assistere a un “deja vu”. Nonostante siano passati una decina d’anni è ancora vivo il ricordo della colossale operazione commerciale costellata di provocazioni vere e finte e orchestrata dal manager Malcom McLaren per sfruttare l’immagine dei Sex Pistols. L’ombra di quella che è passata alla storia come “La grande truffa del rock and roll” inizia ad aleggiare, sempre più insistente, sui Sigue Sigue Sputnick. Sentendo puzza di bruciato alcune riviste musicali sguinzagliano i loro migliori segugi sulle tracce della band. Si scopre così che la EMI ha concesso a Tommy James e ai suoi compagni un compenso miliardario, inusuale per una band al primo disco. Ci si chiede perché, si denuncia l’operazione commerciale e si parla di “gruppo nato a tavolino, con il risultato di alimentare ulteriormente la già ricca campagna promozionale.

La trappola già riuscita con i Sex Pistols

Pur non volendolo, i giornalisti sono caduti nella trappola dello stesso sistema già sperimentato con i Sex Pistols: portare all’eccesso la comunicazione sul gruppo facendone lievitare il valore indipendentemente dalla produzione musicale. A differenza di dieci anni prima, questa volta, però, non funzionerà. Il pubblico degli anni Ottanta, abituato a consumare le mode più rapidamente di quanto non facessero i suoi fratelli maggiori, non abbocca per molto tempo all’amo della provocazione. Flaunt it, il primo album della band, pur pubblicato a breve distanza dal singolo, fatica a guadagnare le prime posizioni delle classifiche di vendita. Al primo cedimento segue poi la sostanziale disfatta dell’operazione, che, alla lunga, finisce per ottenere risultati commerciali decisamente modesti. I Sigue Sigue Sputnick si scioglieranno nel 1989 dopo tre anni senza infamia né lode. Non diventeranno il simbolo di nessuna generazione e nessuno potrà dire di aver truffato per la seconda volta il pubblico del rock.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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