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Green economy, l’Italia di Silvia Zamboni

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"L'Italia della Green economy", l'ultimo libro di Silvia Zamboni

La Green economy come punto di partenza. È il punto di vista che ci presenta Silvia Zamboni, autrice del libro l’Italia della Green economy (Edizioni Ambiente, 2012). Questa pubblicazione dell’ex Assessore all’Ambiente del Comune di Bologna non si propone di stilare la classica carrellata delle aziende made in Italy che hanno investito nel settore “green” per competere sul mercato, ma si propone di illustrare a fondo come la prospettiva della green economy, e quindi di un profondo rinnovamento dell’economia in senso ambientale, possa essere la migliore prerogativa per un nuovo modello d’impresa, specie se consideriamo le peculiarità ambientali della nostra Penisola.

La Green economy di Silvia Zamboni, la scelta del futuro

Sviluppo industriale e rispetto dell’ambiente

Secondo la Zamboni, le prospettive di sviluppo aziendale e crescita economica possono andare di pari passo con la tutela e il rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Questa  visione potrebbe concretizzarsi sempre più se c’è l’impegno da parte di tutti i soggetti interessati da questa dinamica a trovare un punto d’incontro tra sviluppo economico sostenibile e rispetto dell’ambiente.

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L’ex Assessore Silvia Zamboni

E soprattutto che la salvaguardia del nostro ecosistema possa contribuire ad essere un fattore propulsivo di crescita materiale, da una parte, e di spirito civico popolare, dall’altra. Scrive infatti Silvia Zamboni (in foto) che “promuovere e far conoscere le iniziative a forte valenza ambientale delle imprese italiane, favorire la diffusione di buone pratiche e tecnologie innovative […] tenendo conto sia dell’efficacia dei risultati ambientali conseguiti, con particolare riferimento alla mitigazione della crisi climatica; sia del contenuto innovativo di una nuova tecnica o di una nuova pratica, o, in caso di tecnologie e pratiche preesistenti, della loro ottimizzazione a seguito delle misure e degli interventi migliorativi apportati; sia dei risultati economici, con particolare riferimento alla remunerazione dell’investimento effettuato e all’incremento occupazionale; sia, infine, delle possibilità di diffusione, in particolare in Italia”.

Il punto di vista di Silvia Zamboni

A passare sotto la lente d’ingrandimento della Zamboni, politica, studiosa e giornalista al tempo stesso, sono le iniziative imprenditoriali relative alla green economy ad alto impatto tecnologico, come le fonti rinnovabili, e di grande efficienza energetica, come, ad esempio, il teleriscaldamento geotermico e l’ecocaldaia a biomasse. In questi settori, ad esempio, la Zamboni sottolinea il ruolo di diverse  imprese che stanno lavorando per realizzare strutture con un basso impatto sul paesaggio circostante, come le super sensibili miniturbine eoliche, particolarmente utili per fornire energia a case, agriturismi, aziende agricole e villaggi turistici. E ancora, nel campo delle energie alternative, le tegole e lastre fotovoltaiche finalizzate all’integrazione architettonica degli edifici, con l’utilizzo di materiali che presentano, oltre a una buona efficienza energetica, una grande riciclabilità.  E i biocarburanti, con la produzione di bioetanolo di seconda generazione che non vanno in antagonismo con la produzione di cibo.

L’analisi della Zamboni s’incentra poi su tutte quelle aziende che operano nel ciclo e nella gestione dei rifiuti (raccolta differenziata, impianti per il trattamento e innovazioni per il riciclo) così come di quelle imprese che stanno studiando soluzioni per ridurre la produzione stessa di rifiuti (detergenti con imballaggi riutilizzabili, pannolini biodegradabili e compostabili per bambini). Non si possono poi dimenticare tutte quelle imprese particolarmente attive nel recupero e riciclo della plastica (riutilizzo delle balle dei contenitori in Pet per ricavare materiale isolante per l’edilizia o soluzioni inedite per l’arredamento casalingo). E infine le vere e proprie curiosità come il chewing gum biologico che va in processo di decomposizione in breve tempo. Infine, la Zamboni non poteva non accennare all’edilizia con materiali rinnovabili. Si passa dalle vernici atossiche alle malte con ingredienti naturali, dalle pitture e dai materiali ceramici in grado di decomporre gli inquinanti nell’aria fino ad arrivare al cappotto termo-acustico riflettente realizzato con materiale da riciclo.

Le opportunità della crisi

La lente della Zamboni si sofferma su ottantuno vere e proprie “eccellenze” imprenditoriali, spesso sconosciute ai massmedia e alla pubblica opinione. Eppure sono tutte realtà aziendali di grande vitalità, che producono soluzioni innovative in armonia con l’ambiente circostante, e che testimoniano, con successo, che difendere l’ambiente può significare innescare un processo virtuoso per la ricerca e la creazione di qualità del lavoro nella Penisola. Pertanto, sottolinea la Zamboni, “protagonista di questo libro è l’Italia che, su piccola e grande scala, quasi sempre lontana dai riflettori, inventa e produce innovazione ambientale in funzione dell’efficienza energetica, dell’impiego delle fonti rinnovabili, dell’uso razionale delle risorse naturali e del recupero di materia ed energia, riducendo le emissioni climalteranti e creando occupazione pulita”. Si può veramente affermare che la spinta arriva dal basso, da quelle decine di piccoli e medi imprenditori nostrani che, grazie alla ricerca e all’innovazione, perpetuano quella grande tradizione aziendale che sono le piccole e medie imprese. Dal comparto agricolo al settore industriale e dei servizi, dall’energia alternativa all’information technology, Silvia Zamboni ci presenta quell’Italia che vede nella crisi un’opportunità per emergere e che, con grande coraggio, guarda al futuro.

 

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