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La Lepre edizioni, un’ecologia della mente

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L'editore di La Lepre Alessandro Orlandi con la sorella Sabina

Continua il nostro viaggio editoriale alla scoperta delle varie case editrici indipendenti, di quelle imprese culturali spesso molte piccole e sconosciute al grande pubblico ma che possiedono idee e vitalità culturale particolarmente originali. Questa volta abbiamo soffermato la nostra attenzione su La Lepre edizioni, realtà editoriale romana attiva da alcuni anni, che presenta una linea editoriale che “privilegia testi che propongono visioni inedite del mondo, dando al lettore strumenti per interpretare il presente in modo critico e immaginare il futuro”. Oltre a testi di narrativa, di saggistica, di divulgazione letteraria e scientifica, di storia delle religioni, di umorismo, di psicologia e di fantasy, La Lepre edizioni ha inaugurato da poco anche uno spazio dedicato al fumetto e alla graphic novel. Per conoscerla meglio, abbiamo intervistato uno dei suoi fondatori, Alessandro Orlandi, il quale, insieme alla sorella Sabina, ha creato questa casa editrice e ne porta avanti l’attività operativa.

La Lepre edizioni, un’originale impostazione editoriale

Alessandro, vuoi raccontarci com’è nata La Lepre edizioni e come mai avete scelto proprio una lepre per il vostro logo? 

Innanzitutto c’è da dire che La Lepre edizioni è nata nel 2007 ed ha cominciato le sue pubblicazioni l’anno successivo. Io e mia sorella abbiamo scelto, come simbolo della casa editrice, una lepre perché la lepre è un animale che da l’idea del movimento veloce e del cambiamento continuo.

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Il logo di La Lepre

Proprio come dice il nostro moto “Praecurrit fatum”, cerchiamo di pubblicare dei libri che possano anticipare i tempi e immaginare un possibile futuro. E, in particolare, quei libri che possano occupare uno spazio culturale proiettato verso una visione positiva e propositiva del futuro stesso e che tengano conto, soprattutto, dell’interiorità dell’uomo e non solo gli aspetti meramente economici. Inoltre La Lepre edizioni dà origine a un gioco di parole: Le-predizioni, che ben si adatta al progetto che ti ho esposto.

Dando una scorsa al catalogo di La Lepre, ho notato una grande attenzione al mondo ecologista e all’ambiente in generale. Mi ha colpito, nella collana Visioni, un vostro libro, Giallo umbro di Pietro Del Re, mentre, sempre restando nel campo della narrativa, ha catturato la mia attenzione un altro vostro libro, Il nido della fenice di Luigi De Pascalis della collana Fantastico Italiano. Ti va di parlarci, alla luce di questi due libri, del rapporto che avete stabilito tra narrativa ed ecologia?

Come ti ho detto, la nostra filosofia editoriale è quella di pubblicare libri che cerchino di immaginare il futuro. Anche sotto il profilo ambientale, le nostre pubblicazioni di narrativa si indirizzano nel senso di constatare certamente il degrado dell’ambiente che vediamo tutti i giorni ma, al tempo stesso, di vedere una possibile via d’uscita come indicare freni allo sperpero delle risorse ecologiche prima che sia troppo tardi.

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La copertina di “Il nido della Fenice” di Luigi De Pascalis (La Lepre edizioni)

Hai citato Il nido della fenice, ossia un giallo particolarmente avvincente ambientato in un futuro inquietante ma già sostanzialmente presente e Giallo umbro, dove la morale sottintesa è mostrare la bontà del mondo animale e la sostanziale ferocia degli uomini. Anche qui cerchiamo di proporre delle visioni inedite ma non irrealistiche del rapporto tra l’uomo e l’ambiente circostante. Passando alla saggistica di La Lepre, un titolo decisamente interessante è Come risanare il pianeta di Anne Gouyon e Maximilien Rouer nella collana I Saggi. Questo libro si presenta come una sorta di breviario verde, una specie di road map per cercare di recuperare un proficuo rapporto tra salvaguardia dell’ambiente e crescita economica positiva.

Si fa un gran parlare, specie ultimamente, di green economy e di applicarla utilmente al nostro modo di vivere. Secondo te, l’editoria come può raccontare in maniera efficace questo possibile cambiamento nelle nostre abitudini di vita? 

Con la Lepre, cerchiamo di pubblicare libri dove si cerca di sottolineare l’importanza di minimizzare lo spreco di risorse e il dispendio energetico per cercare di massimizzare il rispetto e la cura dell’ambiente. In questo senso abbiamo pubblicato Come risanare il pianeta. Ma ci tengo molto a sottolineare che, tra le nostre pubblicazioni, ci sono diversi libri che concernono una sorta di “ecologia della mente”. Uno è senza dubbio Come difendersi dai media di Enrico Cheli. In questo volume, l’autore sottolinea che nessuno nega l’importanza dei mezzi di comunicazione in quanto hanno un ruolo fondamentale per quanto riguarda l’informazione e la trasmissione delle notizie ma bisogna anche stare attenti agli effetti collaterali perché bisogna valutare bene la gran varietà di “cibi per la mente”. E qui c’è la libera e consapevole scelta dell’utente di fruire determinati programmi oppure rifiutarli e questo libro fornisce indicazioni particolarmente utili per seguire un’equilibrata “dieta mediale”.

Lasciami citare anche Eckhart Tolle e Sri Aurobindo di A.S. Dalal dove l’autore mette a confronto gli insegnamenti di questi due scrittori evidenziandone gli aspetti riguardanti le potenzialità dello sviluppo dell’uomo, della natura e del senso proprio del vivere attraverso una vera e propria rivoluzione della coscienza. Su questa linea abbiamo anche Capitalismo e pulsione di morte, una sorta di “psicoanalisi dell’economia” dove gli autori, Gilles Dostaler e Bernard Maris, illustrano la spinta all’autodistruzione tipicamente umana mettendo in relazione il concetto freudiano di “pulsione di morte” con l’assunto keynesiano di “frenesia dell’accumulazione”. Sembrerebbe che il sistema nel quale viviamo sia destinato all’autodistruzione ma così non sarebbe se riuscissimo a trovare in noi stessi le risorse per superare la crisi che stiamo vivendo e reimpostando, anche sotto la lente ambientale, un futuro assetto sostenibile. Tra i miei progetti futuri per la Lepre ci sarebbe anche la ricerca di autori che si incanalano nel filone inaugurato da Serge Latouche sulla decrescita economica e sulla possibilità di uscita propositiva da questo assetto capitalistico. Tuttavia, non ho trovato ancora nulla in merito.

Un’ultima domanda non posso non porla anche a te dopo averla rivolta a diversi altri editori. Un tuo parere sull’argomento e-book e quale futuro si prospetta per la tradizionale editoria cartacea. 

Anche noi di la Lepre ci siamo mossi nel settore digitale e, al momento, abbiamo convertito circa il quaranta per cento del nostro catalogo tra formati pdf ed e-pub. Sono convinto che è un mercato che si espanderà moltissimo nel futuro anche qui in Italia, soprattutto quando si abbasseranno ulteriormente i prezzi dei tablet. Ci sono già ora forti segnali di crisi ma è evidente che, quando si affermeranno definitivamente gli e-book, ci saranno conseguenze radicali sul mondo delle librerie fisiche e dei distributori librari. Credo che, in breve tempo, assisteremo alla scomparsa definitiva di questo sistema di produzione e vendita dei libri anche se ritengo che, a quella data, il testo cartaceo come lo conosciamo oggi diventerà sempre più un oggetto prezioso ed elegante. Da questo punto di vista, penso che, con lo sviluppo degli e-book e del mercato digitale, le case editrici dovranno porre maggiore attenzione rispetto ad oggi nella scelta dei testi da pubblicare nel senso di promuovere di più la qualità narrativa e letteraria dei libri.

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