Home C'era una volta Hein Van Der Gaag, il pianista autodidatta che sospese l’attività per studiare

Hein Van Der Gaag, il pianista autodidatta che sospese l’attività per studiare

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Il 30 giugno 1937 nasce a Caracas, in Venezuela, da genitori olandesi il pianista Hein Van Der Gaag. Autodidatta, dopo aver sperimentato anche la batteria e il vibrafono esordisce come pianista nel 1953 con un proprio gruppo chiamato Hein Van Der Gaag’s Rhythm Kings.

La sosta e i primi premi

Il gruppo degli Hein Van Der Gaag’s Rhythm Kings è destinato a restare in vita fino al 1955 quando Van Der Gaag entra prima a far parte del Birdland Trio e poi fonda il Shorty Van Der Gaag Sextet, con cui suona per altri due anni. Verso la fine degli anni Cinquanta, inaspettatamente, interrompe l’attività in pubblico per dedicarsi allo studio del suo strumento. Fino al 1961 studia privatamente con Heesen e frequenta il conservatorio dell’Aia, sotto la guida di Van Der Kraan. Nel frattempo, pur mantenendo la decisione di non esibirsi con continuità in pubblico di tanto in tanto accetta di partecipare a qualche manifestazione ottenendo diversi premi. Nel 1958 ottiene il 2° premio al festival di Loosdrecht e il 1° nell’ambito del concorso jazzistico bandito dalla Radio olandese.

La ripresa dell’attività

Ne1 1960 viene premiato a Koog a/d Zaan e all’Aia e nel 1961 ottiene un 1° premio a Delft. Sempre nel 1961 fa parte del Dutch Jazz Quintet e del Dutch Jazz Quartet, con cui compie una tournée in India e in Pakistan. Lavora inoltre con l’armonista Larry Adler. Nel 1965 collabora con il trombettista e flicornista Art Farmer e l’anno dopo affianca in varie occasioni musicisti quali il sassofonista Johnny Griffin, il batterista Art Taylor, il violinista Stuff Smith, il contrabbassista Niels Henninig Ørsted Pedersen e il trombettista Freddie Hubbard. Nel 1968 suona con il sassofonista Ben Webster. Nel 1975 collabora con il trombettista e violinista Ray Nance e inizia a lavorare con Toots Thielemans, con cui collabora fino al 1977. Successivamente si esibisce con il sassofonista Eddie “Lockjaw” Davis e con il trombettista Chet Baker. Muore a Loosdrecht, il 10 aprile 2022.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".