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Internet e inquinamento: quanta CO2 produciamo navigando in rete e come ridurre le emissioni

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Internet ed inquinamento quanta CO2 si produce

Chi l’avrebbe mai detto che utilizzare internet può contribuire alle emissioni di CO2? Purtroppo anche inviare un’e-mail o guardare un video su YouTube può essere molto inquinante. Ecco perché e quali sono le alternative ecologiche disponibili.

L’inquinamento prodotto da internet

Oggi sono sempre di più i servizi che si stanno spostando dal mondo “reale” a quello digitale, facendo così aumentare considerevolmente le ore che passiamo davanti a uno schermo. Per questo, non andiamo più al cinema, ma preferiamo sintonizzarci su uno dei sempre più diffusi servizi streaming come Netflix, invece di tentare la fortuna in un casinò fisico accediamo al casinò live di Betway Casinò dove possiamo sfidare altri avversari a blackjack, roulette e poker, e invece di guidare per chilometri facciamo un giro nei musei lontani da noi guardando video come quelli offerti dal Museo Egizio di Torino su Facebook. Tutto ciò ha però un prezzo: i siti web e i servizi digitali devono infatti appoggiarsi a server, servizi di hosting e centri di elaborazione dati, il cui consumo energetico è altissimo.

Affinché internet funzioni in qualsiasi momento della giornata, i server devono infatti essere sempre alimentati e raffreddati, e raramente il tipo di energia utilizzato arriva da fonti rinnovabili. Come racconta un articolo del Corriere, secondo alcuni studi, entro il 2025 il settore dell’IT produrrà più del 5% del CO2 immesso nell’atmosfera e già nel 2015 internet produceva più emissioni del settore dell’aeronautica. Non tutti i siti sono però uguali: con più di 47.000 ricerche effettuate al secondo, Google è ad esempio responsabile del 40% dell’inquinamento prodotto da internet.
Anche quella che a prima vista può sembrare un’innocua e-mail contribuisce in realtà alle emissioni. A seconda delle dimensioni, solamente otto e-mail possono infatti produrre tanta CO2 quanto percorrere un chilometro in auto. Per non parlare inoltre dello spam e delle pubblicità, che da sole inquinano come tre milioni di automobili. Non sono però colpevoli solo i centri di elaborazione dati, ma contribuiscono all’inquinamento anche i nostri dispositivi, che vengono spesso dimenticati accesi o attaccati alla corrente.

Come fare per ridurre le emissioni prodotte da internet

Cosa fare quindi per ridurre l’inquinamento causato da internet? A prima vista i semplici utenti non hanno molto potere al riguardo, ma tante piccole scelte possono aiutare a dare una mano all’ambiente. Se è vero che non possiamo decidere quale server viene utilizzato dai siti che visitiamo, possiamo optare per alternative sostenibili quando possibile. Al posto di Google, ad esempio, possiamo iniziare a fare le nostre ricerche su Ecosia, il motore di ricerca che negli anni ha piantato più di cento milioni di alberi e che da poco ha raggiunto il 200% rinnovabilità essendo totalmente alimentato a energia solare e vendendo l’energia avanzata.
Ci siamo dimenticati di scrivere un dettaglio importante in un’e-mail? Forse meglio chiamare invece di inviarne una seconda. Ridurre l’utilizzo di internet solo a ciò che è davvero indispensabile scegliendo per lo svago le alternative più solidali, come la televisione al posto del computer per guardare film, e, quando necessario, sfruttare in modo intelligente internet può aiutare a ridurre le emissioni.

E se gestiamo un sito web? In questo caso si può fare molto di più. Chi non vuole cambiare hosting e server può compensare le proprie emissioni iscrivendosi a servizi come CO2 Web che pianta alberi in nostra vece in base a quanto inquiniamo. Chi invece vuole affidarsi a un centro di elaborazione dati ecologico non ha che l’imbarazzo della scelta in quanto sono sempre di più i server che ora sfruttano solo energie rinnovabili. Tra questi, il più celebre è Aruba che dal 2011 si è impegnato a ridurre il più possibile le emissioni fino a diventare sostenibile al 100%, grazie al supporto di una centrale idroelettrica apposita. Più piccoli ma pur sempre impegnati a salvare il pianeta sono lo svizzero Infomaniak, che non utilizza nemmeno l’aria condizionata, l’islandese OrangeWesites e GreenGeeks, che ha server sia nei Paesi Bassi che negli Stati Uniti e ha una sostenibilità del 300%. Anche l’Italia non è da meno: aziende come Impresa Green aiutano le imprese ad appoggiarsi a server ecologici come la webfarm alimentata a energia solare Exe.it prodotta in Italia.

 

Ormai internet è indispensabile e non c’è giorno in cui non lo sfruttiamo per lavoro, per svago o per restare in comunicazione con amici e parenti. Purtroppo però ogni nostra azione in rete comporta emissioni di CO2 che stanno raggiungendo quantità pericolose per l’ambiente. Per fortuna, sono sempre di più i servizi per le aziende e i trucchi che i privati possono applicare per ridurre l’inquinamento causato da internet.

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