Home C'era una volta Kenny Barron, il pianista dallo stile vigoroso

Kenny Barron, il pianista dallo stile vigoroso

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Il 9 giugno 1943 nasce a Philadelphia, in Pennsylvania, il pianista e compositore Kenneth “Kenny” Barron fratello del sassofonista Bill Barron.

A quattordici anni la prima scrittura

Dotato di uno stile vigoroso è considerato dalla critica uno degli artefici della rivitalizzazione delle tecniche pianistiche afro-americane nel jazz degli anni Settanta. Fin da piccolo è immerso nell’ambiente musicale e per qualche periodo studia con la sorella di Ray Bryant. A quattordici anni ottiene la prima vera scrittura della sua carriera ed entra a far parte della band diretta da Mel Melvin, nella quale suona anche suo fratello, che probabilmente ha svolto un ruolo attivo nella vicenda del suo ingaggio. Due anni più tardi è con Philly Joe Jones e nel 1960 si sposta a Detroit per accompagnare la band di Yusef Lateef, disposto a tenerlo con sé per lungo tempo. Non dura. Ben presto, infatti, cede alle lusinghe della “grande mela” e se ne va a New York in cerca di fortuna. Qui per qualche tempo sbarca il lunario con varie scritture recuperategli dal fratello, ma poi trova finalmente una collocazione più stabile nella band di Ted Curson.

Quattro anni con Dizzy

Gli bastano pochi mesi per farsi notare e attirare l’attenzione dei protagonisti della scena jazz newyorkese di quel periodo. Alla fine del 1961 fa parte del sestetto di James Moody che lascia per entrare nel gruppo di Roy Haynes. Il suo vagabondare sembra finalmente giunto al termine nel 1962 quando prende il posto di Lalo Schifrin nel quintetto capeggiato da Dizzy Gillespie. Ci resterà quattro anni, poi riprenderà a girovagare alternando esperienze solistiche a collaborazioni importanti suonato con jazzisti del calibro di Freddie Hubbard, Jimmy Owens, Stanley Turrentine, il suo amico Yusef Lateef, Milt Jackson, Jimmy Heath, Stan Getz, Ron Carter e Buddy Rich, solo per citarne alcuni. A partire dal 1973 inizierà a insegnare teoria musicale, armonia e pianoforte presso la Rutgers University dove incontrerà un nuovo compagno d’avventure nel chitarrista Ted Dumbar.

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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