Home C'era una volta La prima volta di “Beautiful”

La prima volta di “Beautiful”

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Alle 14.30 del 4 giugno 1990 Raidue trasmette la prima puntata di “Beautiful”, una soap-opera creata da William J. Bell e Lee Phillip Bell per la CBS, arrivata in Italia come “riempitivo” del palinsesto estivo e destinata a un successo del tutto inaspettato che arriverà a toccare la punta di ben sette milioni di fedeli telespettatori a puntata. Nel 1994 la serie verrà “soffiata” alla RAI da Mediaset che offrirà alla CBS una più corposa offerta economica.

Come i fotoromanzi

Quando vengono acquistate a un prezzo modico e in via sperimentale nessuno immagina che le avventure della famiglia Forrester, proprietaria di una casa di moda, possano interessare il pubblico italiano e avere uno spazio diverso da quello di occupare parte della programmazione nella stagione più “magra. Per questa ragione le prime puntate di “Beautiful” sono utilizzate dai programmisti RAI a coprire lo spazio estivo lasciato libero da un’altra soap-opera di discreto successo intitolata “Quando si ama”. Contro ogni previsione, appassioneranno gli italiani e alimenteranno un business ricchissimo di gadget, riviste e poster. È l’ennesima conferma della fortuna delle soap opera nel nostro paese iniziata sull’onda del successo di “Dallas” tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta. I campioni sono “Capitol”, “Quando si ama” e, soprattutto, “Beautiful”. Lunghissimi e ripetitivi nella loro struttura nella cultura popolare rappresentano occupano uno spazio simile a quello del fotoromanzo degli anni Cinquanta e Sessanta.

Saghe famigliari e intrighi

La capacità attrattiva delle soap opera deriva dall’abilità con la quale nella narrazione vengono mescolati gli ingredienti in modo da assecondare il gusto del pubblico. Sono saghe famigliari che raccontano di intrighi, tradimenti e inganni. Nel caso di “Capitol” le famiglie dei Clegg e dei McCandless lottano tra loro per la conquista della Casa Bianca, cioè del potere, sul cui altare vengono sacrificati sentimenti, emozioni e passioni. Gli stessi ingredienti sono rovesciati in “Quando si ama” dove le vicende d’amore diventano il centro d’interesse della narrazione, mentre le carriere, le ambizioni, gli affari ne costituiscono l’elemento di disturbo. È una sorta di remake di “Giulietta e Romeo” dove il ruolo dei Capuleti e Montecchi è assunto dalle famiglie Alden e Donovan. “Beautiful”, invece, rappresenta un po’ la sintesi di entrambe le strutture narrative. Gli intrighi incrociati di tre famiglie di Los Angeles tengono in piedi una storia ambientata nel mondo degli stilisti ricca di intrighi sentimentali e affaristici. “Capitol” è la meno fortunata delle tre e finirà per essere cancellata dalla stessa CBS, la sua casa produttrice, quando esploderà la febbre di “Beautiful”.

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".