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L’importanza di un rapporto sano con il cibo per corpo e mente

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L’importanza di un rapporto sano con il cibo per corpo e mente

La nostra società continua a proporci modelli estetici ideali irraggiungibili e malsani associati a diete miracolose inventate da persone che non hanno alcuna competenza medica.

Diete fantasiose sono proposte sui social network, frequentati da adolescenti e minorenni, che seguendole possono mettere a rischio la loro salute fisica e mentale.

Come le abitudini alimentari possono influenzare la nostra mente

L’importanza di un’alimentazione sana e bilanciata va oltre il mantenimento di un peso corporeo salutare o la prevenzione di malattie fisiche.

Può avere un impatto significativo sul nostro benessere mentale in positivo, se riusciamo a stabilire un rapporto corretto con il cibo, e in negativo nel caso in cui non riusciamo, fino ad arrivare ai casi di individui che possono soffrire di un disturbo del comportamento alimentare.

Il cervello, come tutti gli organi del nostro corpo, richiede una varietà di nutrienti per funzionare correttamente. Il modo in cui ci alimentiamo può influenzare direttamente l’energia del nostro cervello, la struttura delle cellule cerebrali e persino il nostro umore. Una carenza di nutrienti essenziali può portare a una diminuzione dell’energia, cambiamenti d’umore e capacità cognitive ridotte.

Per esempio, i carboidrati complessi, come quelli presenti in frutta, verdura e cereali integrali, rilasciano gradualmente il loro zucchero, permettendo al nostro cervello di funzionare a un livello costante. Al contrario, gli zuccheri semplici, come quelli presenti nei cibi altamente processati, possono causare picchi e cali di zuccheri nel sangue, portando a sbalzi d’umore e affaticamento.

Gli acidi grassi omega-3, presenti in pesce, noci e semi, sono essenziali per la salute del cervello, contribuendo al suo sviluppo e alla sua funzione. La carenza di questi può essere collegata a vari disturbi mentali, tra cui depressione e deficit di attenzione.

Inoltre, le vitamine e i minerali come il ferro, il magnesio, le vitamine B e D sono cruciali per la salute mentale. Una loro carenza può portare a stanchezza, irritabilità e difficoltà di concentrazione.

Riconoscere i segnali di comportamenti alimentari disfunzionali

I comportamenti alimentari disfunzionali rappresentano un insieme di abitudini e atteggiamenti verso il cibo che possono avere effetti negativi sulla salute fisica e mentale. Questi comportamenti possono manifestarsi come una serie di disturbi alimentari, tra cui l’anoressia, la bulimia e il disturbo da alimentazione incontrollata, e possono essere considerati come dipendenze patologiche.

Il riconoscimento dei sintomi dei comportamenti alimentari disfunzionali è il primo passo verso l’identificazione e il trattamento di questi problemi. Tuttavia, è importante sottolineare che la presenza di uno o più di questi sintomi non implica necessariamente un disturbo alimentare e dovrebbe essere diagnosticata da un professionista sanitario.

Uno dei sintomi più comuni è la preoccupazione eccessiva per il peso e l’aspetto fisico. Questo può portare a comportamenti estremi come il digiuno, la purga o l’uso eccessivo di integratori alimentari e farmaci dimagranti.

Un altro sintomo comune è la perdita di controllo durante l’alimentazione. Questo può includere mangiare in modo eccessivo o a velocità insolitamente rapide, oppure evitare completamente pasti o tipi di cibo.

Segnali di allarme possono essere anche cambiamenti drastici nel peso corporeo, ritiro sociale, stanchezza, disturbi dell’umore e comportamenti alimentari segreti.

In alcuni casi, i comportamenti alimentari disfunzionali possono essere accompagnati da altre dipendenze patologiche, come l’abuso di alcol o droghe, o da problemi di salute mentale, come l’ansia o la depressione.

Se si sospetta di avere un comportamento alimentare disfunzionale, è importante cercare aiuto da un professionista sanitario. Questi disturbi possono avere gravi conseguenze per la salute se non trattati, ma con il supporto e l’intervento appropriato, è possibile ripristinare un rapporto sano con il cibo e migliorare il proprio benessere generale.

A chi bisogna rivolgersi per avere una dieta

Le tre figure adatte per prescrivere una dieta personalizzata sono il dietista, il nutrizionista o il dietologo.

La figura professionale più indicata per prescrivere una dieta è un dietista-nutrizionista o, in alcuni casi, un medico con una formazione specializzata in nutrizione. Questi esperti hanno la competenza necessaria per valutare il tuo stato di salute generale, i tuoi bisogni nutrizionali e i tuoi obiettivi per creare un piano alimentare personalizzato.

Il processo di prescrizione di una dieta dovrebbe seguire quattro fasi fondamentali.

  1. Valutazione: Il professionista deve prima condurre una valutazione completa del paziente. Questo può includere l’analisi della storia medica, la misurazione delle dimensioni fisiche (peso, altezza, indice di massa corporea), l’esame delle abitudini alimentari e dello stile di vita, l’analisi della composizione corporea e la valutazione dei bisogni nutrizionali individuali.
  2. Creazione del Piano Alimentare: Basandosi su queste informazioni, il professionista crea un piano alimentare personalizzato che considera le esigenze nutrizionali specifiche del paziente, i suoi obiettivi di salute, le sue preferenze alimentari e lo stile di vita.
  3. Educazione Nutrizionale: L’esperto dovrebbe anche fornire istruzioni e consigli per aiutare il paziente a capire il piano alimentare e come seguirlo. Questo potrebbe includere la discussione su quali alimenti includere o evitare, come preparare i pasti sani, come leggere le etichette degli alimenti, ecc.
  4. Follow-up: Il dietista-nutrizionista dovrebbe poi programmare dei follow-up per monitorare i progressi del paziente, fare eventuali aggiustamenti al piano alimentare e fornire supporto continuo.

È importante sottolineare nuovamente che prescrivere una dieta non è solo una questione di perdita o aumento di peso. Si tratta di promuovere abitudini alimentari sane, prevenire o gestire le condizioni mediche e migliorare il benessere generale del paziente, sia da un punto di vista fisico che da quello mentale.