Home C'era una volta L’inizio della fine dei Beatles

L’inizio della fine dei Beatles

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Il 27 agosto 1968 i Beatles sono in India. Una nuova aria mistica sembra legarli. I quattro dopo aver alla conferenza dello yogi Maharishi Mahesh all’hotel Hilton di Londra sono stati invitati a partecipare a un suo seminario di meditazione all’università di Bangor.

È morto Brian!

In quel 27 agosto i Beatles ricevono la notizia che Brian Epstein, l’uomo che li guidati fin dall’inizio della loro carriera, è stato trovato morto per overdose nel suo appartamento di Londra. Più tardi John avrebbe detto. «La morte di Brian ci sconvolse. Fu Paul allora che prese il controllo sembrava che ci portasse per mano. Ma dove? Pareva solo un girotondo. Fu allora che cominciò la nostra disintegrazione, e non dopo!».

Le prime scelte del dopo Epstein

In poco tempo viene fondata la struttura commerciale della “Apple”, un’organizzazione voluta da Paul che avrebbe dovuto occuparsi della produzione in ogni campo artistico e della gestione di diversi settori merceologici collegati all’immagine dei Beatles. Il nome è ispirato a un quadro di Magritte e la sede viene stabilita in un palazzo del XVIII secolo in un angolo di Baker Street a Londra. Tuttavia la prima mossa del “dopo Epstein” venne giudicata, prima che un errore commerciale, un errore artistico. Magical mistery tour, una canzone originariamente scritta per l’album Sgt. Pepper, viene dilatata fino a diventare un nuovo album e la base di un film. Sarà un fiasco.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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