Home C'era una volta Manuel Fess Manetta, sei strumenti e tanta passione

Manuel Fess Manetta, sei strumenti e tanta passione

SHARE

Il 3 ottobre 1889 nasce ad Algiers, in Louisiana il jazzista Manuel “Fess” Manetta. Conosciuto spesso soltanto come pianista in realtà nella sua carriera si è cimentato con ben sei strumenti: violino, chitarra, pianoforte, cornetta, sassofono e trombone.

Tromba e trombone in contemporanea

Cresciuto in una famiglia di musicisti è considerato uno dei più completi e preparati strumentisti di New Orleans e si è conquistato una grande popolarità anche come insegnante di musica. Stando alle innumerevoli testimonianze dei contemporanei egli era in grado di suonare contemporaneamente la tromba e il trombone sia all’unisono sia in armonia fra loro. Debutta professionalmente nel 1906 nella banda di Tom Albert e negli anni immediatamente successivi suona con Frankie Dusen ed Edward Clem, punte di diamante del jazz delle origini. Intorno al 1908 si esibisce come pianista solista al Willie Piazza uno dei più eleganti bordelli di Basin Street. Passa quindi alla Tuxedo Dance Hall con l’Original Tuxedo Orchestra di Oscar Celestin e, più o meno contemporaneamente, nella Eagle Band di Frank Dusen.

L’esperienza sui battelli

Nel 1913 si trasferisce a Chicago con il trombonista George Filhe e il violinista Charlie Elgar, ma rientra ben presto a New Orleans dove suona al fianco di Celestin al Suburban Cabaret e con Joe Howard al Davilla’s Cabaret. Nel 1919 è a Los Angeles con la Creole Jazz Band di Kid Ory. Nel corso degli anni Venti lo si può ascoltare a New Orleans con Manuel Perez, con la cui formazione suona regolarmente al Pythian Temple Roof Garden, con Arnold Du Pas e ancora con Oscar Celestin, con la cui orchestra registra i suoi primi dischi per la OKEH nel gennaio del 1925 in veste di pianista. Sempre negli anni Venti si esibisce con la formazione di Ed Allen sui battelli fluviali in servizio tra New Orleans e St. Louis. A partire dal dopoguerra si dedica maggiormente all’insegnamento pur continuando a esibirsi in pubblico quando ne ha la possibilità. Muore a New Orleans il 10 ottobre 1969.

Previous articleCheese 2021, il naturale è possibile
Next articleSic2Sic, 1000 Km in bici per raccontare la biodiversità
Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".