Home C'era una volta Nat Gershman, un violoncello prestato a vari generi

Nat Gershman, un violoncello prestato a vari generi

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Il 29 novembre 1917 a Philadelphia, in Pennsylvania nasce il violoncellista Nathan Gershman detto Nat..

Musicista di studio

Cresciuto in una famiglia di musicisti comincia a studiare musica da ragazzo, perfezionandosi al Curtis Institute of Music di Philadelphia. Prima di passare alla musica leggera e al jazz si dedica attivamente per molti anni alla musica classica, esibendosi dal 1940 al 1947 anche con la Cleveland Symphony Orchestra. Trasferitosi a New York all’inizio degli anni Cinquanta lavora intensamente come musicista di studio per varie stazioni radio-televisive e partecipando a varie sedute di registrazione con jazzisti di primo piano. La prima vera occasione per farsi conoscere dal pubblico arriva all’inizio del 1958 quando raggiunge Los Angeles per entrare a far parte del gruppo di Chico Hamilton, che con Fred Katz ha già sperimentato con successo l’utilizzo nel jazz del violoncello.

Un suono originale e suggestivo

Con il quintetto di Hamilton Nat Gershman lavora intensamente per diversi anni, partecipando ai maggiori festival e registrando una nutrita serie di dischi, tra i quali spiccano quelli pubblicati dalla Warner Brothers con la partecipazione di Eric Dolphy il cui flauto si integra magistralmente con le armonie ricamate dal violoncello di Gershman, contribuendo a creare un suono originale e suggestivo. Successivamente si cimenta anche con altri generi musicali. Il suo violoncello dagli anni Sessanta agli anni Novanta è presente in album di David Axelrod, The Beach Boys, Geronimo Black, David Bromberg, Neil Diamond, Lee Hazlewood, Wayne Henderson, Van Dyke Parks, Esther Phillips e Pleasure. Muore il 13 settembre 2008.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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