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Nuova censura RAI per Mauro Lusini

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Il 23 giugno 1971 Mauro Lusini diventa uno dei cantautori italiani più censurati dalla RAI per ragioni politiche. La sua canzone America primo amore, infatti, viene esclusa dalla diffusione radiofonica e televisiva.

Un conto aperto

La RAI sembra avere un conto aperto con il povero Lusini. Sei anni prima, infatti, in occasione del Festival delle Rose, la censura aveva orrendamente tagliato un’altra sua composizione intitolata C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones. Il gesto censorio si era però tramutato in un colpo di fortuna, visto che il brano aveva venduto più di un milione di copie nell’interpretazione di Gianni Morandi e aveva avuto anche l’onore di essere presentato, in italiano, al raduno dell’Isola di Wight da Joan Baez. Per la verità la versione originale, interpretata da lui, non aveva superato le ottomila copie vendute, ma il successo come autore era stato innegabile. Di fronte all’ennesima censura, però, Mauro Lusini non accetta più né tagli né modifiche. Preferisce farsi oscurare piuttosto di rinunciare alle sue idee.

Il cantautore sotto tiro

La decisione dei censori non ha alcun fondamento. Il brano non è di quelli destinati a restare nella storia. America primo amore racconta la disillusione di una generazione cresciuta all’ombra del mito americano, ma non ha l’impatto emozionale di C’era un ragazzo…, eppure la RAI decide di censurarla. È evidente che il cantautore toscano è ormai sotto tiro e che la sua decisione di non piegarsi rischia di pesare sulla sua carriera. Sarà così. Qualche tempo dopo abbandonerà le scene. Quando tornerà lo farà prima in veste d’autore e poi di produttore. Tra il 1978 e il 1982, infatti, accetterà di produrre Nada, un altro personaggio scomodo della musica leggera italiana. Farà anche parte di una delle tante formazioni dei Goblin e nel 1986 con Alberto Radius, e Bernardo Lanzetti, darà vita per qualche tempo ai Cantautores, anche se la sua fama resterà per sempre legata a C’era un ragazzo

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".