Home C'era una volta Quando Ms Dynamite mandò a quel paese Blair e rischiò il licenziamento

Quando Ms Dynamite mandò a quel paese Blair e rischiò il licenziamento

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L’11 maggio 2003 i quotidiani popolari britannici danno sempre più per probabile la rescissione del contratto di Ms Dynamite da parte della sua casa discografica.

Quasi quasi mi candido io…

Negli articoli si rileva anche che se ciò accadesse non ci sono vere giustificazioni economiche. La ragazza, fino a pochi mesi fa giudicata una delle nuove cantanti britanniche più promettenti, ha venduto in patria più di mezzo milione di copie del suo album A little deeper, ha vinto due Brits Awards e il premio Mercury Music. Non è, però, tutto qui. Ms Dynamite, infatti, poco tempo prima ha fatto molto arrabbiare i dirigenti della sua etichetta perché si era permessa di mandare a quel paese il governo Blair nel corso delle manifestazioni contro la guerra, minacciando addirittura di candidarsi alle elezioni.

Un figlio invece della promozione del disco

Si sono così arrabbiati che le hanno inviato una lettera ufficiale di richiamo il cui succo è: pensa alla carriera, non alla politica perché hai un’immagine da difendere! Lei ha fatto spallucce. In più, a dispetto di chi la invitava a non complicarsi la vita, ha deciso di fare un figlio proprio mentre dovrebbe essere impegnata in piena campagna promozionale per il nuovo disco. Secondo le indiscrezioni dei tabloid ce ne sarebbe abbastanza per licenziarla… ma non succederà.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".