Home C'era una volta Raymond Le Senechal, uno dei primi pianisti francesi di be bop

Raymond Le Senechal, uno dei primi pianisti francesi di be bop

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Il 1° marzo 1930 nasce a Parigi il pianista Raymond Le Senechal, uno dei protagonisti della scena musicale francese della seconda metà del Novecento.

Il modello è Bud Powell

Il giovane Raymond studia al conservatorio di Parigi, dove frequenta le classi di armonia e di piano, e nel secondo dopoguerra si esibisce con piccole formazioni nei club parigini. È considerato come uno dei primi pianisti francesi che si siano espressi nello stile be bop. La sua ispirazione è piena di originalità, ereditata da quella di Bud Powell.

Con Sacha Distel

Agli inizi degli anni Cinquanta, si esibisce con Christian Bellest e Bobby Jaspar, in varie trasmissioni radiofoniche, con un repertorio ultra moderno per quell’epoca. Nello stesso periodo suona in piccole formazioni dove si ritrovano spesso i nomi del trombettista Bernard Hulin e del sassofonista Francis Weiss. Successivamente diventa direttore musicale della band che accompagna il chitarrista Sacha Distel, passato con grande successo dal jazz al pop. Muore il 30 maggio 1978.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".