Home C'era una volta Richie Beirach, dalla classica al jazz

Richie Beirach, dalla classica al jazz

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Il 23 maggio 1947 nasce a New York il pianista e compositore Richie Beirach, all’anagrafe Richard Beirach. Il suo incontro con la tastiera avviene all’età di sei anni quando inizia a prendere lezioni di pianoforte. Nei dieci anni successivi compie regolari studi perfezionandosi nella la tecnica classica. Sembra avviato a una normale carriera da concertista quando scopre il jazz e se ne innamora.

Affascinato dagli innovatori

Lo affascinano le possibilità offerte dai grandi innovatori degli anni Cinquanta e Sessanta. Per qualche anno suona con alcuni protagonisti di quel periodo come Freddie Hubbard e Lee Konitz e partecipa a varie esperienza con strumentisti della sua generazione come Jack DeJohnette, Dave Holland e David Liebman. All’inizio degli anni Settanta decide di dare un maggior sostegno teorico e tecnico alla sua passione. Si iscrive alla famosa scuola jazz di Berklee e, successivamente, alla Manhattan School of Music dove si diploma nel 1972. Poco tempo dopo essersi diplomato entra a far parte della formazione di Stan Getz, con la quale compie una lunga tournée in Europa e in Giappone. L’anno dopo è il pianista dei Lookout Farm, il prestigioso gruppo del sassofonista Dave Liebman, la cui formazione comprende il chitarrista John Abercrombie, il batterista Jeff Williams, il bassista Frank Tusa e il percussionista Badal Roy. Ci rimane tre anni pur non rinunciando a saltuarie esperienze al fianco di personaggi di primo piano come Jeremy Steig, Chet Baker e John Scofield.

Uno stile unico

Nel 1976, dopo lo scioglimento dei Lookout Farm, decide finalmente di dare vita a un proprio gruppo, il trio Eon. Negli anni successivi continuerà ad alternare la carriera in proprio con varie collaborazioni, soprattutto con il suo vecchio amico Dave Liebman e con il  chitarrista John Abercrombie.  Nel 1977 pubblica il suo primo album solista Hubris. Negli anni Ottanta Richie Beirach alterna esperienze in piano solo alla collaborazione con David Liebman. I due danno anche vita ai Quest, un gruppo dalla formazione instabile che fino al 1991, anno del definitivo scioglimento pubblica ben sei album. Nel nuovo millennio Richie Beirach si stabilisce a Lipsia dove insegna pianoforte jazz presso il conservatorio “Felix Mendelssohn”. Apprezzato da critica e pubblico nel tempo ha perfezionato il suo stile unico, estremamente compiuto sul piano formale e tecnico, nel quale si può cogliere la sintesi delle esperienze di alcuni tra i maggiori pianisti jazz del dopoguerra. C’è chi ritiene che Beirach rappresenti il punto di sintesi tra le tecniche di Paul Vley, il melodismo di Keith Jarrett e le straordinarie evoluzioni di Bill Evans, Chick Corea ed Herbie Hancock. In realtà in lui si ritrova la passione per l’armonizzazione raffinata, non disgiunta da un robusto senso del ritmo.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".