Home C'era una volta Rod “The Mod” chiude con i Faces

Rod “The Mod” chiude con i Faces

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Il 6 settembre 1975 Rod Stewart, il cantante dei Faces da tempo impegnato come solista in una carriera parallela a quella del gruppo di cui fa parte, arriva al primo posto della classifica dei singoli più venduti in Gran Bretagna con Sailing.

La fine di una storia

Il brano, lontanissimo dallo stile che ha fatto del cantante uno degli emblemi del movimento Mod, è il suo primo grande successo internazionale da solista, ma segna la fine dell’esperienza dei Faces. Qualche tempo prima Rod “The Mod” ha chiesto ai compagni di inserire nei concerti dal vivo, accanto alla tradizionale formazione della band, anche una sezione di fiati, per proporsi al pubblico in una versione più vicina a quella dei suoi dischi da solista. I Faces, forse dimenticando di essere gli eredi degli Small Faces, secondi solo agli Who tra le band mod, dopo un primo rifiuto accettano. Snaturati in un ruolo non loro vengono ridotti a far da supporto al loro ex cantante lanciato in una avventura solistica dai contorni decisamente commerciali. In più Stewart sveste i panni proletari del ruvido rocker scozzese in cerca di fortuna e si trasforma in una sorta di dandy patinato più gradito al pubblico americano. Si trasferisce infine negli Stati Uniti per sfuggire al fisco britannico.

L’inizio della dissoluzione

Il seme della dissoluzione è già nell’aria quando Ron Wood lascia la band per sostituire Mick Taylor nel tour mondiale dei Rolling Stones. I suoi compagni l’accusano di tradimento e fanno valere gli impegni contrattuali. Le minacce di sanzioni legali convincono Ron Wood a tornare sui suoi passi, costringendo gli Stones a rinunciare ai già previsti concerti in Messico, Brasile e Venezuela, ma il clima nei Faces è diventato invivibile. Legato più dai contratti che dalla voglia di continuare, il gruppo parte per un lungo tour in trentacinque città statunitensi che, nei fatti, serve a Rod Stewart per rodare il suo nuovo album da solista Atlantic crossing, registrato a Memphis con gli MGs. Insomma, i Faces ribelli di un tempo sono ormai divenuti dei pavidi accompagnatori del leader nella sua metamorfosi commerciale. Nel mese di dicembre, in un sussulto di dignità decideranno di separarsi dal loro ex leader per continuare da soli, ma di fronte al disinteresse della loro casa discografica per qualunque progetto senza Stewart, si scioglieranno. Il chitarrista Ron Wood tornerà con gli Stones mentre il tastierista Ian McLagan e il batterista Kenny Jones tenteranno di dar vita al progetto della ricostituzione dei leggendari Small Faces.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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