Home C'era una volta Se sei un artista e non rinneghi Cuba non entri negli USA

Se sei un artista e non rinneghi Cuba non entri negli USA

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Il 16 aprile 2004 dopo quello di Carlos Varela anche il tour statunitense dei Cubanismo!, una delle band cubane più popolari di quel periodo, viene annullato.

Subalterni agli anticastristi di Miami

La ragione dell’annullamento è da ricercare nel fatto che le autorità statunitensi non hanno concesso il visto d’ingresso nel loro paese applicando per l’ennesima volta l’odiosa pratica dell’embargo sulla cultura. Nonostante gli appelli di moltissimi artisti nordamericani, decisi a difendere la libertà d’espressione, l’amministrazione Bush conferma così la sua subalternità alle pressioni della lobby dei cubani anticastristi di Miami che da qualche tempo ha alzato il tiro sui musicisti in arrivo dall’Isola accusati di “fare il gioco di Fidel Castro”.

Insulti e aggressioni agli artisti cubani

La sospensione dei visti arriva dopo un lungo periodo in cui le esibizioni degli artisti cubani negli Stati Uniti e a Miami in particolare sono state spesso interrotte da insulti, provocazioni, disordini e qualche aggressione nel disinteresse dei media internazionali. Tra le vittime ci sono nomi illustri, dai Buena Vista Social Club il cui concerto a Miami è stato annullato per ragioni d’ordine pubblico, a Los Van Van accolti da un fitto lancio di bottiglie, agli Irakere impossibilitati a continuare la loro tournée al jazzista Gonzalo Rubalcaba bersagliato d’insulti e sputi tra l’indifferenza degli addetti all’ordine pubblico fino alla sospensione della sua esibizione.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".