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Sidi Bou Said, nel blu della Tunisia

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Un groviglio di case bianco latte, decorate da balconcini e tetti blu cobalto, che si stagliano, vivaci, fino a delineare l’azzurro del cielo e quello, ancora più denso, delle acque cristalline del Golfo di Tunisi. E’ Sidi Bou Said, la perla bianco-blu del nord-est della Tunisia, tutta poesia ed estiva bellezza, anche al di là d’ogni passaggio di nuvole e stagioni.

Sidi Bou Said, sapori andalusi ad un passo da Tunisi

Situato a poco meno di 20 chilometri dalla capitale della Tunisia, lungo la costa di Cartagine, il villaggio di Sidi Bou Said resta una meta imperdibile per tutti gli amanti del green. Destinazione turistica dal sapore ancora autentico, questo piccolo borgo, disteso su una deliziosa collina, richiama lungo i suoi vicoli forte di una scia di profumo di gelsomini, cadenzati dalla vista di rossi gerani e verdi cornici di bouganville.

Affollato di turisti, sia durante i suoi inverni primaverili che nel sole più prepotente d’agosto, Sidi Bou Said regala una suggestiva atmosfera nordafricana che raccoglie anche i tratti caratteriali dell’Andalusia. Ricca di negozi di souvenir, bancarelle di dolci e creazioni artigianali, la perla bianco–blu della Tunisia ama essere assaporata tra lente camminate da alternare a pause tra i tavolini di uno dei tanti caffè che popolano, animandole, le sue stradine acciottolate.

Sidi Bou Said

Visitare questa piccola cittadina e non sedersi comodamente a sperimentare i fumi aromatici del narghilè o a sorseggiare una tazza di tè alla menta, impreziosita da tocchi di mandorle e pinoli, equivale, infatti, a perdere l’occasione di accostarsi alle più antiche e intramontabili tradizioni tunisine. Gatti che circuiscono tracce di residui di cibo, scodinzolando tra espressioni fugaci e fusa d’affettiva e famelica elemosina, turisti con buste di ricordi di ceramica appena acquistati; e ancora, donne locali con tacchi a spillo e un’irrinunciabile telefonino d’ultima generazione che emerge, in trasparenza, da un integrale e dissonante velo rosa shocking. Sidi Bou Said è davvero un contrasto di colori, una sorpresa ad ogni inquadratura che avanza.

La città degli artisti

Sidi Bou Said non è solo un bellissimo borgo dal sapore arabo andaluso, dove perdersi tra souk e visioni di barche a vela in lontananza. Sidi Bou Said è anche un villaggio d’altri tempi, che rapisce per le sue numerosissime gallerie d’arte moderna. Singolarmente vestita in bianco e blu, tanto da richiamare alla mente la greca Santorini, Sidi Bou Said è anche conosciuta come la Montmartre della Tunisia, per quell’aria bohémien che nel corso degli anni ha conquistato generazioni di artisti (e che, ancora oggi, la pervade nonostante la sua veste di destinazione prediletta dal turismo internazionale). Questo piccolo paradiso non solo contagiò Paul Klee, che qui vi scoprì la quintessenza del colore, ma anche scrittori rinomati come Cervantes. Il Cafè des Nattes, ancora oggi pullulante di vita e tappa irrinunciabile per tutti i visitatori più sensibili agli echi del passato, resta quotato anche per essere stato il caffè preferito da Simone de Beauvoir and Jean-Paul Sartre, il duo che fece dei viaggi e della letteratura lo scambio sentimentale più estremo.

Per la sua bellezza e peculiarità, tutto il borgo è stato inserito dalle autorità tunisine tra i villaggi storici del Paese. La città blu della Tunisia è davvero una cartolina, un luogo da fiaba dove perdersi tra spezie e sfumature di tappeti che penzolano in mostra fuori dalle botteghe, affacciate su viuzze tutte destinate rigorosamente ai pedoni.

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