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Pane del poveraccio

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Pane

Pane del poveraccio

(Ovvero di chi non ha i soldi per comprare il pane dal fornaio)

 

Questa è una ricetta rubata a mio padre Augusto (e nemmeno l’unica che troverete qui dentro), che ho deciso di proporre per avere l’occasione di parlarvi ancora un po’ di lui. Condividevamo il mestiere di giornalista e scrittore, la passione per la letteratura e l’arte, nonché quella per la cucina e la buona tavola. Da lui ho imparato moltissime cose che mi sono state utili nella vita e nel relazionarmi con gli altri. Ho imparato alcuni valori fondamentali, ho scoperto posti incantati, ho imparato ad amare la natura e, buon ultimo, ho imparato a cucinare e a divertirmi nel farlo.

Spesso ci sfidavamo in cucina, creando nuovi piatti, sperimentando nuovi incroci e nuovi sapori, a volte con buoni risultati, a volte con esiti infausti come quando provò a creare un gelato mescolando il formaggio Philadelphia con la marmellata. Non fu proprio il massimo, anche se, in fondo, aveva gettato inconsapevolmente le basi per il cheesecake.

Quando si dilettava a preparare dei pranzi o delle cene per gli amici, spesso dal forno usciva questo strano pane, devo dire accolto sempre molto bene. Oggi a venticinque anni da quel giorno di giugno millenovecentonovantuno, in cui mio padre spense definitivamente i fuochi della cucina, ve lo ripropongo.

 

Ingredienti per quattro persone:

500gr di farina

1 cubetto di lievito di birra

1 cucchiaio colmo di sale grosso

4 cucchiaiate di olio extravergine di oliva

100-150gr di pancetta

 

Sciogliete il lievito in acqua calda e impastate con il liquido la farina, fino ad ottenere una specie di palla compatta. A questo punto, chiudere il risultato tra due piatti e lasciare riposare per un’ora o due.

Nel frattempo, imbianchire (blanchir) la pancetta, sbollentandola in acqua per 5-10 minuti, onde liberarla del grasso eccessivo, del sale e del pepe di superficie. Passarla quindi in acqua fredda, asciugarla  tagliarla a dadini.

Andate a controllare il vostro impasto e verificate che sia ben lievitato. In questo caso, stendetelo su una spianatoia come se voleste fare una pizza. Ungete la superficie superiore con l’olio, cospargetelo di sale e distribuite uniformemente i dadini della pancetta. Quindi impastate di nuovo l’insieme, vigorosamente, per una decina di minuti.

Dividete l’impasto in pezzi non più grandi di un’albicocca e date a ciascuno la forma desiderata, purché non sia una forma piatta.

Disponete i pezzi su una stagnola senza grassi nel fondo e mettete tutto in forno preventivamente riscaldato a 150°. Lasciateli cuocere per circa 10-15 minuti, fino a che vedrete che la superficie comincia a prendere una tinta scura. A quel punto estraeteli dal forno e poneteli in un recipiente che ricoprirete con un panno asciutto per farli rinvenire e ammorbidire.

A questo punto – e, naturalmente, dopo che si saranno freddati – potrete mangiarli.

 

N.B. L’olio può essere sostituito dal burro o dalla margarina, la pancetta dal prosciutto, dalla salsiccia sgrassata oppure da dadini di formaggio fresco e fondente. Così come si può aggiungere agli ingredienti indicati per primi, un trito di cipolla imbiondita precedentemente in olio o burro. E quest’ultima indicazione è sicuramente la più gustosa.

N.B. 2 L’impasto suddetto, cioè farina, lievito, olio e sale, può servire da base anche per gustosi panini-fantasia, mescolandovi a scelta pezzi di noci, o di olive verdi, o di funghi. Questi ultimi previamente passati in padella.

                                           

 

Tegame di scrittore non ancora bollito è disponibile in E-book a 2,99 su tutti i principali portali on line.Niky Marcelli

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Niky Marcelli, giornalista e scrittore, è nato a Milano ma si è trasferito quasi subito a New York e successivamente a Roma, dove ha risieduto fino al 2004, prima di coronare la sua vecchia aspirazione di andare a vivere in campagna. Cronista investigativo e critico di spettacolo, è stato uno dei «padri fondatori», nonché caporedattore, del settimanale satirico e di controinformazione «La Peste», per il quale ha firmato numerose inchieste. Ha collaborato successivamente con i quotidiani «L’Umanità», «Il Giornale d’Italia», «L’Avanti», «Libero»; con i periodici «Audrey», «Avvenimenti» e con molte trasmissioni di successo della Rai, tra cui «Via Teulada 66», «Piacere Rai Uno», «In Famiglia», «Domenica In». Come autore ha firmato nel 1993 il primo varietà prodotto e trasmesso dall’allora Tele Monte Carlo: «Specchio delle mie brame» - in collaborazione con l'agenzia Elite di John Casablancas - e, in teatro, la commedia «Capolinea», rappresentata con successo nelle stagioni 1997/98 e 1998/99. Nel 2003, per i tipi di Maretti, è uscita la sua raccolta di racconti «Sotto la pergola del bar che non c’è più». Dal 2004 al 2007 ha diretto l’agenzia web «Lo Sport». Dal 2003 al 2010 ha collaborato con il settimanale di satira politica «Veleno». Nel 2013, per i tipi di TEKE, è uscito il suo giallo “L’Ultimo Swing”. Nel mese di luglio 2015, sempre per i tipi di TEKE, pubblica il romanzo “La Contessa Rossa”. A maggio 2016, pubblica in e-book, la raccolta di racconti “Il senso di Giulio per Camilla” e il manuale di cucina “Tegame di scrittore non ancora bollito”.

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