Home C'era una volta Gene Quill, il sax della Gerry Mulligan Concert Jazz Band

Gene Quill, il sax della Gerry Mulligan Concert Jazz Band

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Il 15 dicembre 1927 ad Atlantic City, nel New Jersey, nasce il sassofonista e clarinettista Gene Quill, registrato all’anagrafe con il nome di Daniel Eugene Quill.

Gli inizi da autodidatta

Quill comincia giovanissimo a studiare musica come autodidatta e a suonare nella formazione di Alex Bartha. Ben presto ottiene scritture più interessanti da musicisti come Jerry Wald, Art Mooney, Buddy De Franco, Claude Thomhill, Gene Krupa, Dan Terry. Nel 1956 incide con Donald Byrd, Kenny Dorham, Tommy Flanagan, Doug Watkins e Philly Joe Jones l’album Pairing Off e, in quintetto con Woods, George Syran, Teddy Kotick e Nick Stabulas, Phil And Quill per la Prestige. Questi due dischi lo impongono all’attenzione della critica e degli appassionati come uno dei più interessanti alto-sassofonisti del momento, anche se la sua ispirazione chiaramente derivata da Charlie Parker gli impedisce di essere considerato un caposcuola. Con lo stesso Woods, Quill si trova splendidamente, tanto da formare un piccolo gruppo del quale ha la direzione congiunta e che è attivo fino al 1958 esibendosi in diversi club di New York.

Un periodo intenso

Tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta Quill vive un periodo di grande attività. Ha occasione di incidere anche l’album Idol Of The Flies con Jimmy Knepper che ha formato un gruppo con Bill Evans, Gene Roland, Bob Hammer, Teddy Kotick e Danny Richmond. Si esibisce poi con le orchestre di Johnny Richards e di Nat Pierce. Nel frattempo il suo stile è maturato divenendo molto più originale e liberandosi un po’ dalle influenze dei suoi ispiratori. Suona spesso con Phil Woods con il quale incide più di una volta e con Gerry Mulligan che lo vuole con sé nella Gerry Mulligan Concert Jazz Band e anche per diverse incisioni. Muore l’8 dicembre 1988.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".