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Ad Arcore il primo Parco dell’Acqua

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Parco dell’Acqua

Folta partecipazione, tanto interesse e molta curiosità hanno caratterizzato ad Arcore l’apertura al pubblico del primo Parco dell’Acqua di  BrianzAcque. Un innovativo format di green infrastructure, capace di integrare il  contenimento delle acque meteoriche con la valorizzazione naturalistica dei luoghi  open air e  la possibilità di utilizzarli a scopo ludico, didattico, ricreativo. La cerimonia inaugurale con il tradizionale taglio del nastro, si è svolta nel pomeriggio e ha visto l’intervento  del Presidente e AD di BrianzAcque,Enrico Boerci, del neo eletto sindaco della città brianzola, Maurizio Bono

Ha esordito Boerci: “Sono felice e orgoglioso di consegnare alla comunità locale e a tutti coloro che ne vorranno usufruire questo prototipo di spazio verde. Frutto di una progettazione multidisciplinare e adattiva alle sfide del cambiamento climatico, il Parco dell’Acqua, innovativo e sostenibile, oltrepassa il concetto di vasca volano. Ne è un’evoluzione in quanto struttura ,da un lato,  utile per proteggere il territorio dagli allagamenti e, dall’altro,  attrattiva per permettere di godere di un ambiente naturale pensato anche con finalità sociali e di aggregazione per grandi e piccini”.

Da parte sua Bono ha dichiarato: “Con molto piacere assisto all’inaugurazione del primo Parco dell’Acqua, un innovativo parco pubblico cittadino che coniuga l’attenzione al rispetto e alla valorizzazione delle risorse naturali presenti sul territorio. I valori che esso può trasmettere, saranno sicuramente d’ispirazione ed educativi per tutti i suoi frequentatori. Considerato il grande valore sociale di tale  progetto, che contribuisce ad arricchire la vita cittadina arcorese, sarà cura dell’Amministrazione cercare di valorizzarlo sempre più negli anni a venire.”  

L’opera, realizzata in nove mesi, nel pieno rispetto del cronoprogramma,  lungo un ettaro di terreno  di proprietà comunale,  si trova tra via Monte Bianco e via Gran Sasso. Messa a punto dal settore progettazione e pianificazione della monoutility dell’idrico con il contributo di affermati  studi  di architettura e di ingegneria,   è  costata circa 650 mila euro, di cui 359 finanziati da Regione Lombardia nell’ambito dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale “Contratto di Fiume Lambro Settentrionale”.