Home C'era una volta Addison Farmer, un contrabbasso di classe

Addison Farmer, un contrabbasso di classe

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Il 20 febbraio 1962 muore a New York il contrabbassista Addison Farmer, uno dei protagonisti meno noti del jazz degli anni Cinquanta.

Gemello del trombettista Art Farmer

Nato a Council Bluffs, nello Iowa, il 21 agosto 1928 Addison Gerald Farmer, questo è il suo vero nome, è il gemello del più noto trombettista Art e studia contrabbasso con Fred Zimmermann, dedicandosi anche al piano e alla teoria alla Juilliard e alla Manhattan School of Music. Nella sua carriera suona con grandissimi musicisti come suo fratello, Jay McShann, Benny Carter, Howard McGhee, Gerald Wilson, Teddy Charles, Lucky Thompson, Charlie Parker e Miles Davis, senza però raggiungere una consistente notorietà.

A Los Angeles la prima incisione

Nel 1949 incide a Los Angeles il suo primo disco con Teddy Edwards e poi si trasferisce a New York dove suona con quasi tutti i gruppi più popolari del periodo. Nell’ottobre del 1959 entra a far parte del Jazztet costituito dal fratello e da Benny Golson che lascia l’anno dopo per suonare poi con varie formazioni fino alla morte.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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