Home C'era una volta Alcide “Yellow” Nunez, il clarinettista che iniziò suonando la chitarra

Alcide “Yellow” Nunez, il clarinettista che iniziò suonando la chitarra

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Il 17 marzo 1884 a New Orleans, in Louisiana, il clarinettista Alcide Nunez detto “Yellow” per il colorito giallastro della sua pelle

L’inizio precoce

Nunez inizia giovanissimo la carriera musicale come chitarrista esibendosi in coppia con il violinista John Spriccio. A diciotto anni cambia strumento e passa al clarinetto formando, insieme al cornettista Frank Christian, la Right at ‘Em Razz Band. Successivamente suona con le reliance bands di Jack Papa Laine, con la Frank Christian Ragtime Band e con la Tom Brown’s Band. Nel 1916 si esibisce all’Haymarket Cafe nel gruppo del batterista Johnny Stein, a fianco del cornettista Nick La Rocca, del trombonista Leonce Mello e del pianista Henry Ragas.

Più a suo agio nel lead

Proprio con il gruppo di Stein, nel quale Eddie Edwards ha preso il posto di Leonce Mello si trasferisce a Chicago nel marzo del 1916. In quello stesso anno fa parte dell’organico della prima formazione della Original Dixieland Jazz Band che, però lascia non molto tempo dopo per dare vita a un proprio gruppo. Successivamente si unisce alla Bert Kelly’s Band e quindi ai Louisiana Five di Anton Lada. Nel 1925 forma un proprio quartetto col quale effettua tournée nell’Oklahoma e nel Texas. Tornato a New Orleans nel 1927, suona con band leaders locali e nella New Orleans Police Band. Clarinettista dalla ampia e robusta sonorità ma scarsamente dotato sotto il profilo jazzistico, risulta più a suo agio nel lead che non nel lavoro contrappuntistico di stile New Orleans. Muore il 2 settembre 1934.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".