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Ambiente, da Ue stop a specie aliene

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nutria specie aliene

Dall’Unione Europea arriva uno stop alle specie aliene o invasive nel Vecchio Continente. Si tratta di animali e vegetali introdotti in un ambiente diverso dal proprio e che provocano un danno di almeno 12 miliardi di euro di danni al cosiddetto capitale naturale europeo.

Stop alle specie aliene

Gli scienziati lo dicono da almeno 10 anni e finalmente l’Unione Europea si sta attivando per combattere un problema diventato ormai insostenibile: le specie ‘aliene’ invasive, animali e piante che vivono in un ambiente non proprio, stanno “invadendo” il Vecchio Continente.

L’Italia ne conta oltre 2000, un numero record nell’Unione Europea, subito dopo Belgio e Francia (oltre 2.500) e Gran Bretagna, al top ( con oltre tremila).

Si stima che queste minacce “straniere” provochino almeno 12 miliardi di euro l’anno di danni all’economia europea.

Un piano d’azione comune da Ue

La normativa UE prevede un piano d’azione comune ed incoraggia contemporaneamente i Paesi membri ad affrontare l’emergenza a casa propria.

Gli Stati membri dovranno accertare quali sono le vie d’introduzione e diffusione di specie invasive nel proprio Paese, con l’obbligo di istituire sistemi di sorveglianza e piani d’azione.

Piero Genovesi, tecnologo dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), a capo di un gruppo di esperti in specie aliene (oltre 200 esperti in 40 Paesi), afferma che “Il testo è stato migliorato rispetto alla proposta iniziale: è sparito il tetto di 50 specie alla lista nera UE, è previsto un forum scientifico indipendente che supporterà il comitato degli esperti nazionali e le possibili deroghe sono molto limitate” – “Con questo regolamento i Paesi potranno anche dotarsi di strumenti basati sulle proprie priorità, ma di fatto sono chiamati ad essere più attivi ed impegnati nella lotta contro le specie invasive”.

Conseguenze nefaste sulla biodiversità

E conclude: “Nonostante gli allarmi, ci abbiamo messo anni per attuare un piano di controllo” e più passa il tempo più aumentano i costi.

Solo la Nutria, tra il 1995 e il 2000, ha provocato danni per un totale di 11,6 milioni di euro, oltre alla spesa di 2,6 milioni per le attività di controllo.

Il problema è molto più vasto di quanto si creda perché l’uomo sta trasformando l’ambiente globale.

Le grandi distese di foreste temperate sono state disboscate per far posto all’agricoltura, al legname e all’urbanizzazione ed ora tocca alle foreste tropicali.

L’invasione di specie nocive, competitori e predatori stanno aumentando in modo esponenziale sempre a causa dell’uomo per lo sfruttamento del mare e l’abbattimento delle foreste.

Tutto questo ha necessariamente implicazioni sulle biodiversità. Una recente rassegna sull’argomento è giunta a queste terribili conclusioni: il 60% degli ecosistemi del mondo sono già degradati e il ritmo d’estinzione è attualmente da 100 a 1000 volte più rapido del “normale” .

Solo un esempio per concludere: fino al 42% delle specie del SudEst Asiatico potrebbe andare verso l’estinzione entro il 2100 solamente a causa della deforestazione ed alla frammentazione degli habitat.

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