Home C'era una volta Cat Anderson, una tromba acrobatica

Cat Anderson, una tromba acrobatica

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Il 12 settembre 1916 nasce a Greenville, nel South Carolina, il trombettista Cat Anderson, il cui vero nome è William Alonzo Anderson.

Dall’orfanotrofio alla scena jazz

Cresciuto musicalmente in un orfanotrofio di Charleston, dove si era trasferito dalla natia Carolina del Sud, Cat Anderson deve la sua popolarità alle acrobazie che è riuscito a realizzare con la sua tromba, frutto di una tecnica molto raffinata, che tuttavia lo ha spesso condotto verso i limiti del manierismo. Le sue prime esperienze sono limitate al lavoro in sezione nei Carolina Cotton Pickers, dal 1932 al 1936, e nella Sunset Royal Orchestra di Doc Wheeler dal 1936 al 1941. Soltanto quando entra nell’orchestra di Lucky Millinder prima e quella di Erskine Hawkins dopo riesce a emergere come solista. Il suo inconfondibile stile sull’acuto e sul sovracuto interessa molto Lionel Hampton, che lo vuole con sé nel 1942. Gli arrangiamenti di Hampton regalano nuovo spazio alle esigenze solistiche di Anderson

Screaming trumpet

Un successo ancor maggiore arriva nel 1944 quando Duke Ellington lo vuole nella sua orchestra dove rimane per circa tre anni. Gli squilli della sua screaming trumpet (tromba urlante) rappresentano per l’orchestra di Ellington la possibilità di scelte timbriche di grande efficacia i cui effetti positivi si scorgono nel brano Trumpet No End, variazioni sul tema molto noto di Blue Skies, inventate proprio per offrire a Cat Anderson la possibilità di librarsi più in alto di tutti con la sua tromba. Abbandonata l’orchestra di Ellington nel 1956 dopo una continua alternativa di distacchi e di ritorni, Anderson inizia a suonare con piccoli gruppi che gli consentono una maggior libertà di espressione e una più concreta autonomia creativa. Muore il 29 aprile 1981.

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".