Home C'era una volta Charles Moffett, uno dei percussionisti più originali del periodo free

Charles Moffett, uno dei percussionisti più originali del periodo free

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L’11 settembre 1929 nasce a Fort Worth, nel Texas, il percussionista Charles Moffett, il cui nome completo è Charles Mack Moffett

Tra piano, tromba e percussioni

Moffet studia privatamente il pianoforte e la tromba. All’età di tredici anni fa parte di gruppi di rhythm & blues e suona la tromba nell’orchestra scolastica. Nel 1945 inizia a studiare percussioni e suona nei night club con Ornette Coleman. Dopo una parentesi dedicata al pugilato riprende a suonare come batterista nelle orchestre da ballo di Austin. Dopo essersi diplomato in educazione musicale insegna per otto anni in varie scuole del Texas. Nel 1961 si trasferisce a New York, dove suona in vari gruppi di Coleman; nel dicembre 1962 si è esibito con lui e David Izenzon alla Town Hall. L’anno seguente suona nel sestetto di Bill Dixon e Archie Shepp e con Sonny Rollins. Nel 1964 forma un proprio quartetto, con Carla Bley al piano, Alan Shorter alla tromba e Pharoah Sanders al sassofono. In quello stesso anno partecipa all’incisione di Four or Trane di Archie Shepp.

La Charles Moffett Family

Nel 1965 Coleman ricostruisce il trio con Moffett alla batteria. All’inizio del 1966 Charles incide un disco con Charles Tyler, nel quale suona il vibrafono e poi si unisce al gruppo del contrabbassista Ron Brooks come batterista e trombettista. Alla fine degli anni Sessanta incide il primo disco a suo nome, The Gift, con musicisti come Wilbur Ware e Paul Jeffrey e in seguito fonda il gruppo Charles Moffett Family, comprendente Codaryl Moffett alle percussioni, Mondre Moffett alla tromba e il figlio Charles jr. al sassofono tenore. Moffett, entrato nella storia del jazz soprattutto per la sua collaborazione con Coleman, è stato uno dei percussionisti più originali del periodo free. Muore a New York il 14 febbraio 1997.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".