Home C'era una volta Charley Booker, fedele al blues del Delta

Charley Booker, fedele al blues del Delta

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Il 3 settembre 1925 nasce a Moorhead, nel Mississippi, Charley Booker, uno dei più fedeli interpreti del tradizionale blues del Delta

Il debutto a Greenville

Booker impara a suonare la chitarra sotto la guida di uno zio. Nel 1947 si trasferisce a Greenville dove inizia a esibirsi professionalmente prima con il batterista Cleveland Love e successivamente anche con il pianista Willie Love. Nel 1948 affianca Elmore James e Sonny Boy Williamson e nel 1951 partecipa a diverse trasmissioni radiofoniche per la stazione di Greenville la WGVM.

Il successo e l’abbandono

Nello stesso 1951 registra a Clarksdale per la Modern quattro facciate con l’armonicista Houston Boines e il batterista Cleveland Love. I brani sono Rabbit Blues, Moonrise Blues, Charley’s Boogie Woogie e No Ridin’ Blues con il quale ottenne un notevole successo. Trasferitosi nel 1953 a South Bend nell’Indiana, abbandona la vita musicale attiva e solo occasionalmente si esibisce in qualche club locale. Muore il 20 settembre 1989.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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