Home C'era una volta Dakota Staton, Ms Soul

Dakota Staton, Ms Soul

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Il 3 giugno 1932 nasce a Pittsburgh, in Pennsylvania, la cantante Dakota Staton, che nel periodo in cui si convertirà all’Islam cambierà nome in Aliyah Rabia.

La miglior promessa del 1955

In possesso di una buona preparazione tecnica dopo gli studi alla Filion School of Music di Pittsburgh muove i primi passi nell’orchestra del fratello, per poi continuare in proprio, esibendosi in numerosi club in Canada e negli Stati Uniti. Nel 1955 viene votata nel referendum di Down Beat come la migliore tra le promesse di quell’anno. Sul finire degli anni Cinquanta ottiene una larga popolarità negli Stati Uniti grazie ad alcune incisioni realizzate sia con George Shearing che a suo nome.

Tra jazz e rhythm and blues

Negli anni Sessanta e Settanta registra vari album tra i quali spiccano Ms. Soul, Madame Foo-Foo, I Want a Country Man. Cantante di notevole versatilità, Dakota Staton si muove con uguale disinvoltura sia sul terreno del jazz che su quello della canzone e del rhythm and blues, con uno stile che ha i suoi punti di riferimento da un lato in Dinah Washington e dall’altro in Sarah Vaughan. Muore il 10 aprile 2007

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".