Home C'era una volta Dave Bailey, da batterista a pilota

Dave Bailey, da batterista a pilota

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Il 22 febbraio 1926 a Portsmouth, in Virginia, nasce Samuel David Bailey destinato a lasciare un segno nella storia del jazz come batterista con il nome di Dave Bailey.

Tardivo il primo ingaggio vero

Dopo aver imparato i primi rudimenti musicali in famiglia comincia a pestare sui tamburi sotto la guida di alcuni maestri di Philadelphia. Nel 1947 si trasferisce a New York per studiare al Music Center Conservatory. Il primo ingaggio professionale arriva relativamente tardi, nel 1951 quando Dave ha già smesso da tempo di portare i calzoni corti. La scrittura, però, è prestigiosa visto che arriva da Herbie Jones, con il quale rimane fino al 1953. In seguito suona con Johnny Hodges, Al Sears, Lou Donaldson, Charlie Mingus, Horace Silver e Gerry Mulligan nella cui orchestra resta dal 1955 al 1959.

La scelta di lasciare la batteria

Suona poi con Ben Webster, Benny Golson, Art Farmer e Billy Taylor. Nei momenti liberi si offre come free lance da studio o da concerto lavorando, tra gli altri, con Chris Connor e con il gruppo di Clark Terry e Bob Brookmeyer. Durante una permanenza in Brasile scopre i principi della bossa-nova molto prima che trovino adeguata diffusione e li applica con molto anticipo in South American Cooking una incisione pubblicata a nome del trombonista Curtis Fuller. Ottenuto il brevetto di pilota, dal 1969 al 1973 abbandona la carriera musicale per pilotare un jet privato per l’avvocato Lee Bailey. Dal 1973 lavora poi per l’organizzazione Jazzmobile, di cui è divenuto direttore amministrativo dedicandosi anche all’insegnamento.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".